Quinoa con verdure aromatizzate alla menta

Io adoro la quinoa con le verdure spadellate. Questa che vi propongo è stata la cena di benvenuto per il mio amico Christian, quando è venuto a trovarci a maggio in Puglia. Parlando con lui, mi aveva detto che non la aveva mai mangiata. Allora ho voluto rimediare, preparando per lui una cena leggera e gustosa a base di quinoa, con verdure spadellate aromatizzate alla menta, e non solo. Scettico, l’ha mangiata e alla fine credo mi ha detto che gli è piaciuta. Cosa ne dite? Vi va di provarla insieme? Su, diamoci da fare e prepariamola. Vi assicuro che il risultato vi piacerà. Un piatto leggero, gustoso, e colorato.

 

 

Ingredienti per 4 persone:

  • 200gr di quinoa
  • 2 zucchine
  • 1 melanzana
  • 1 peperone rosso
  • 5-6 funghi cardoncelli
  • 6-8 pomodorini
  • ¼ di cipolla
  • menta fresca q.b.
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.

 

Procedimento:

Lavate la zucchina e la melanzana. Tagliate la melanzana a cubetti. Fate la stessa cosa con la zucchina. Lavate il peperone e privatelo dei semi e della parte bianca. Tagliateli a pezzetti. Pulite e lavate i funghi e tagliateli a tocchetti. Lavate i pomodorini e tagliateli in due. Rosolate la cipolla e unite i peperoni. Cuocete per qualche minuto, a fuoco vivo, quindi unite le melanzane e i funghi. Mescolate e cuocete per 5 min quindi aggiungete le zucchine. In ultimo unite i pomodorini e regolate con sale. Cuocete per altri 5 min a fuoco vivo.

Lessiamo la quinoa. Lavatela sotto acqua corrente. Ponetela in una pentola e portate a ebollizione con abbondante acqua. Cuocere, seguendo il tempo di cottura riportato sulla confezione (15 min circa) o fino a che la quinoa non raddoppia di volume. Scolate e unite la quinoa alle verdure. Lasciate insaporire. Unite qualche fogliolina di menta fresca. Servite la quinoa tiepida o a temperatura ambiente. Buon appetito.

quinoa

Merluzzo FRoSTA con mirtilli, mandorle e menta

Oggi voglio parlarvi di FRoSTA un’azienda tedesca produttrice di surgelati dal 1962. Leader di settore in Germania, si affaccia nel mercato italiano nel 2015 con la filosofia 100% naturale, proponendo prodotti realizzati senza additivi artificiali. I prodotti FRoSTA sono, infatti privi di coloranti e aromi aggiunti, esaltatori di sapidità, emulsionanti e stabilizzanti, amidi modificati chimicamente e grassi idrogenati.

MerluzzoTutti gli ingredienti, sono prodotti nel pieno rispetto dell’ambiente, con riduzione delle emissioni, confezioni sostenibili, trasparenza. FRoSTA ha come obiettivo principale la tutela dell’ambiente per le future generazioni, una politica sicuramente da ammirare. FRoSTA propone una vasta gamma di prodotti surgelati per tutti i palati, dal pesce surgelato, agli snack, alle verdure. Per saperne di più seguiteli sui loro canali social Facebook e Instagram. Io ho acquistato i cuori di filetto di merluzzo per realizzare una ricetta interessante. Al sapore naturale e unico dei filetti di merluzzo FRoSTA ho unito dei pomodorini, patate e mandorle a lamelle, ma il vero tocco di gusto sono la menta e i mirtilli freschi. Il risultato delizioso: tutti hanno gradito. Allora? Vi ho convinti? Volete provare a realizzare quest’ottimo piatto? Dai dai, rifacciamolo insieme. Indossate i grembiuli e iniziamo.

 

 

Ingredienti per 2 persone:

  • 400gr di filetto di merluzzo FRoSTA (5 pezzetti)
  • 1 patata media
  • 6-8 pomodorini
  • 12-16 mirtilli freschi
  • 50 gr mandorle a lamelle
  • foglie di menta fresca q.b.
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.

 

Procedimento:

Prendete dal congelatore i cuori di filetto di merluzzo FRoSTA e scartateli. Pulite una patata, pelatela e tagliatela a fettine sottili. Lavate i pomodorini e tagliateli in quattro. Lavate i mirtilli e delle foglioline di menta fresca. Prendete una terrina da forno, o due se volete fare delle mono porzioni. Cospargete la terrina con il pangrattato e adagiate sul fondo le fettine di patate. Salate leggermente. Sistemate i filetti di merluzzo sulle patate e unite i pomodorini tagliati, salando ancora un po’. Aggiungete i mirtilli, le foglie di menta e le mandorle a lamelle. In ultimo, aggiungete un filo di olio e il piatto è pronto per essere infornato. Cuocete in forno ventilato a 200°C per circa 30-40min. Coprite la terrina con un coperchio. A metà cottura eliminate il coperchio e lasciate dorare. Servire il piatto caldo. Buon appetito. #FRoSTAItalia

Buzzoole

Cous cous con verdure, gamberi e pere

Quelli che mi conoscono sanno che adoro i piatti veloci e a base di verdure. Oggi vi propongo un piatto fresco, estivo, goloso. Facciamo un cous cous con verdure cotte in forno, gamberi, pere di stagione e mentuccia fresca. Un piatto ideale per calde giornate estive. Rapido da preparare e buono da gustare. Che ve ne pare come alternativa alla solita pasta? Credetemi non rimarrete delusi. Vi va di provarlo con me? Forza indossiamo i grembiuli e iniziamo a preparare.

Ingredienti per 2 persone:

  • 150gr di cous cous
  • 1 zucchina media
  • ½ peperone giallo
  • ½ peperone rosso
  • 3-4 pere di stagione
  • 200gr gamberi
  • menta fresca q.b.
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.

 

Procedimento:

Iniziamo dalle verdure. Lavate e tagliate la zucchina a fettine sottili. Lavate i peperoni, privateli dei semi e della parte bianca, e tagliateli a listarelle sottili. Prendete una teglia da forno, metteteci su della carta oleata e sistemate le zucchine e i peperoni. Cuocete in forno a grill-ventilato per 30min. Nell’attesa lessiamo i gamberetti. Potete usare quelli freschi oppure quelli surgelati, a voi la scelta. Lessate i gamberi per non più di 5min, quindi scolateli e lasciateli raffreddare. A questo punto prepariamo il cous cous. In un pentolino, portate a ebollizione 150mL di acqua. Ponete il cous cous in una terrina e aggiungete un paio di cucchiai di olio. Amalgamate con una forchetta. Salate l’acqua e, una volta raggiunta l’ebollizione, versatela sul cous cous. Mescolate e coprite la terrina con la carta argentata. Lasciate riposare per 5-10min.

Trascorso il tempo sgranate, con una forchetta, il cous cous. Lavate le pere, privatele del torsolo ma lasciate la buccia. Tagliatele a tocchetti. Siamo pronti per comporre il nostro piatto. Condite le verdure con un po’ di sale un filo di olio. Unite i gamberi e le pere e in ultimo amalgamate il tutto con il cous cous. Aggiungete delle foglioline di menta fresca. Mescolate e lasciate insaporire. Servite cous cous a temperatura ambiente. Buon appetito.

cous cous

Tartare di tonno con mele, menta e mirtilli

Da quando ho scoperto la mia passione per il ristorante giapponese, il mondo non è più lo stesso. Una scoperta che davvero ha cambiato il mio approccio con il pesce crudo, o almeno con alcuni tipi di pesce che ho sempre mangiato, cotti. Il tonno è uno di questi. Oggi avevo proprio voglia di tartare di tonno. Pur preferendo la tartare di salmone, oggi avevo voglia di quella di tonno. A casa non la mangia nessuno, solo io, ma questo non è un problema, ne mangio una dose doppia. Come renderla interessante e invitante? Ho pensato di farla fresca e che sapesse di estate. Ho unito le mele e i mirtilli e l’ho aromatizzata con la menta fresca. Il risultato? Beh, me lo dovete dire voi. A me è piaciuta moltissimo. La prepariamo insieme? Allora indossate il grembiule e iniziamo a prepararla. Tempo stimato prima di mangiarla: 15min.

 

Ingredienti 2 persone:

  • 200gr sashimi di tonno
  • 1 mela
  • mirtilli q.b.
  • menta fresca q.b.
  • olio EVO q.b.

 

Procedimento:

Prendete il sashimi di tonno, tagliatelo a fette sottili. Tagliate le fette di tonno a listarelle. Infine tagliate le listarelle a dadini. Ponete i dadini di tonno in una terrina. Lavate una mela e sbucciatela. Tagliatela a fettine, le fettine a listarelle e le listarelle a dadini piccoli. Unite la mela al tonno. Lavate e asciugate 10-15 mirtilli. Lavate una decina di foglioline di menta. Asciugatela e sminuzzatela. Unite la mente e i mirtilli interi al tonno e alla mela. Aggiungete uno o due cucchiai di olio EVO e amalgamate il tutto. La nostra tartare di tonno, profumata e fresca, è pronta per essere servita. Per rendere la presentazione della tartare più simpatica la serviamo in piccoli barattoli di vetro.

Prendete il barattolo, ponete la tartare condita, la compattate un po’ e decorate con la menta fresca. A questo punto non resta che servirla e mangiarla. Se avete delle bacchette di legno, mettetele a tavola e provate a mangiare con quelle. Io lo trovo sfizioso. Buon appetito.

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Miglio su crema di carote e menta

Ci sono giorni in cui ti svegli e hai voglia di qualcosa di diverso, di mai provato prima. Oggi avevo voglia di un piatto leggero. Avevo comprato il miglio e ci avevo fatto una torta, ma non lo avevo mai usato per altro. Allora mi sono detto: perché non facciamo un primo a base di miglio? E perché non lo serviamo con una crema di carote aromatizzata alla menta? Così mi sono messo ai fornelli e ho realizzato questo piatto davvero semplice, veloce e delicato. Credetemi è davvero un piatto davvero leggero ma gustoso. Che ne dite? Volete prepararlo con me? Indossate i grembiuli e iniziamo.

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Ingredienti per 2 persone:

  • 150gr di miglio
  • 6 carote grandi
  • menta fresca q.b.
  • 6-8 mirtilli
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.

 

img_9271Procedimento:

Lessate il miglio in acqua calda per circa 15min. Io ho seguito il tempo di cottura riportato sulla sua confezione. Scolatelo e lasciate che si raffreddi. Nel frattempo prepariamo la crema di carote. Pelate e lavate le carote. Tagliatele a tocchetti non troppo piccoli. Lessate le carote in un pentolino con acqua e sale. Eliminate l’acqua di cottura e lasciate raffreddare. Una volta tiepide ponetele in un boccale, unite qualche foglia di menta fresca, un filo di olio e frullate. Create una crema setosa. Lavate i mirtilli e asciugateli. Siamo pronti per presentare il nostro piatto. Ponete la crema di carote, a specchio, sul piatto. Sistemate il miglio sulla crema e decorate con i mirtilli e qualche foglia di menta. Il gioco è fatto, ora siamo pronti per mangiare. Buon divertimento.

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Gnocchetti con fiori di zucca, gamberi e cozze

Oggi mi sono svegliato con una voglia di gnocchetti. Si ogni tanto mi sento come una donna incinta, pieno di desideri e voglie. Ero a fare la spesa e li ho comprati freschi. Come condirli? Beh, chi mi segue sa che non mi piacciono le cose classiche, preferisco cambiare e sperimentare. Mentre giravo per il mercato, mi sono fermato dal mio pescivendolo di fiducia. Ho visto dei gamberetti freschi e ho deciso di prenderli. Poi ho visto delle belle cozze e ho preso anche quelle. Tornato a casa, mi sono ricordato di avere dei fiori di zucca freschi (del mio fattore preferito, Antonio) e ho deciso di preparare un sughetto di fiori di zucca, gamberi e cozze con il quale condire gli gnocchetti. Che ne pensate di questa ricetta? Io vi consiglio di provarla, ne vale la pena. Dai dai, forza, prepariamo questa ricetta insieme.

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Ingredienti per 2 persone:

  • 250gr di gnocchetti di patate
  • 12 fiori di zucca
  • 150gr di cozze sgusciate
  • 150gr di gamberetti
  • 6-8 pomodorini di stagione
  • 1 spicchio di aglio
  • menta fresca q.b.
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.
  • pepe nero q.b.

 

img_9255Procedimento:

Lavate i pomodorini e tagliateli a metà. Pulite i fiori di zucca e tagliateli a metà nel verso della lunghezza. Prendete i gamberi, privateli della testa, coda e carapace. Rosolate uno spicchio di aglio, unite i pomodorini. Lasciate appassire e aggiungete i fiori di zucca. Cuocere per 5 min. Unite i gamberetti e le cozze. Lasciate cuocere per 15 min. Non salate il sughetto, la sapidità delle cozze basterà a insaporire il tutto. Lessate gli gnocchi in abbondante acqua calda salata. Scolate gli gnocchi e saltateli in padella con il sughetto. Aromatizzate con qualche foglia di menta fresca. Servite gli gnocchetti caldi e con una bella grattata di pepe nero, sempre che vi piaccia. Buon appetito.

Gnocchetti

SaporItalia: Il Caciocavallo tra i Sassi

11-1Dal nome della puntata già si intuisce dove siamo diretti. Visiteremo la provincia di Matera, alla scoperta della Capitale della Cultura 2019, città dei Sassi, il territorio limitrofo, fino alla scoperta di un prodotto D.O.P. che tutti ben conosciamo: il Caciocavallo Silano. Siamo nella magica Basilicata. Partiremo da Tursi, scoprendo un’antica città d’impianto arabo, per poi avventurarci a Craco, misterioso insediamento oggi abbandonato. Giungeremo sulla costa ionica per visitare Metaponto, perla della Magna Grecia. Risalendo verso l’interno entreremo a Montescaglioso e nella straordinaria Matera. Dopo aver visitato Grassano, concluderemo il nostro viaggio sul cielo sulle famose Dolomiti Lucane. Siete pronti a fare un volo con noi in questa splendida regione?

“Abbott u firr quonn i ccoll” (Batti il ferro quando è caldo)

Proverbio materano

In questa parte del sud il profumo è particolare, abbiamo il vento del mar tirreno, che si mescola con gli aromi di una campagna caratterizzata da stoppie secche e pietra calcarea. Partiamo alla scoperta di questa terra arcaica che a Tursi, prima tappa, si concretizza con la visita a La Rabatana. 11-2Il nome di questo antico insediamento deriva dall’arabo, infatti in questo quartiere di Tursi si insediarono i Saraceni, creando il primo nucleo della città. E’ estremamente affascinante percorrere la gradinata di accesso a questo quartiere arabo. Le case si elevano quasi tutte ad un piano e noi ci perdiamo nel fascino di queste abitazioni. Sembra di tornare indietro nel tempo. Molto simile al centro di Matera, anche se molto più piccolo, siamo certi che in futuro sentiremo spesso parlare di questa curiosa città e della sua valorizzazione. Per caso giungiamo davanti ad una chiesa del IX secolo, Santa Maria Maggiore. Questa custodisce affreschi e opere d’arte del XIII secolo, molto interessanti. 11-3Ma Tursi è una bella cittadina anche dal punto paesaggistico, dove le abitudini dei suoi abitanti sembrano essere ancora incontaminate dallo stress e dal logorio. Seguendo le indicazioni forniteci da un gentile contadino del posto giungiamo al Santuario di Santa Maria in Anglona. Meraviglioso e monumentale questo Santuario custodisce dei pregevoli affreschi, bisognosi di interventi di restauro, davvero sorprendenti. Mi è piaciuta molto la parte absidale che conserva integre le architetture medievali dell’XI secolo. Riprendiamo la strada perché ci attende un’altra sorpresa: Craco.

Questo paese fu abbandonato negli anni ’60 in seguito ad un’ampia frana. Da allora è noto come “La città fantasma” è il suo fascino è notevole. 11-4Per effettuare una visita è necessario richiedere l’autorizzazione alla mediateca comunale o ad una delle guide che accompagnano i visitatori dentro il borgo. La prima associazione che mi è passata per la mente, è stata con Pompei. In effetti Craco sembra cristallizzata agli anni in cui fu abbandonata e percorrere le sue stradine fin sopra la torre è un percorso davvero suggestivo. Nel 2010, il borgo è entrato nella lista dei monumenti da salvaguardare redatta dalla World Monuments Fund. Dall’altezza del castello di Craco, il mare inizia a far sentire la sua vicinanza. Scendiamo a sud e dopo qualche chilometro giungiamo in uno dei golfi più belli al mondo, quello di Taranto. Su questo arco marittimo grazie alla fertilità del terreno si insediarono popolazioni di origine greca. Sorsero delle importanti colonie in quell’Italia meridionale, definita poi Magna Grecia. A testimonianza di questo glorioso passato resta Metaponto.

11-5Mentre ci avviciniamo a Metaponto è facile lasciarsi incantare dal mare azzurro, dalle coltivazioni costiere, ma sono altrettanto significative le Tavole Palatine, i fianchi superstiti di un grandioso tempio dedicato al culto di Hera. Nel tempio extraurbano costruito intorno al VI sec. A.C. si pensava che fosse ospitata la misteriosa scuola di Archimede, e quello che ci appare oggi è uno spettacolo non sempre edificante. Erosione della costa, abusivismo e incuria purtroppo penalizzano questo luogo storico e millenario, che a mio avviso meriterebbe un piano di rilancio.

La prossima tappa è Montescaglioso, nota nel tempo per l’Abbazia di San Michele Arcangelo. Il borgo, molto bello e curato, è conosciuto anche col nome di “Città dei Monasteri” perché ospita quattro insediamenti monastici di notevole importanza. 11-6Decidiamo di visitare l’abbazia di San Michele, che ci sembra subito così imponente, risalente al XII secolo, è dedicata, a san Michele Arcangelo. L’immenso portale della chiesa e quelli del monastero insieme al campanile, di stile normanno sono gli elementi architettonici che per primi ci colpiscono. Nel pronao ci sono resti dell’antica costruzione. Fu trasformata a partire dal 1590: le navate laterali diventarono quattro cappelle per lato. Presenta una cupola cilindrica completata nel 1650 e soffitti a botte. Una curiosità, secondo alcuni, a Montescaglioso, proprio in questa Abbazia, si troverebbe l’elisir di lunga vita. Infatti nella biblioteca si troverebbero alcuni affreschi e dipinti che fanno riferimento all’Elisir e anche affreschi raffiguranti Elfi, e altre figure mitologiche. Presente anche la figura di Re Mida con le sue orecchie d’asino, che nella simbologia ermetica indica “una verità che non può essere svelata”. Diamoci da fare per trovare questo portentoso Elisir, io mi candido per testarlo.

materaDopo una passeggiata nel centro storico, riprendiamo la strada verso Matera, ormai città conosciuta in tutto il mondo, soprattutto per i “Sassi”. E’ incredibile come in pochi decenni la città ritenuta “vergogna d’Italia” per le precarie condizioni igienico-sanitarie degli abitanti del centro storico, sia diventata una delle mete più ambite del turismo internazionale e sia oggi una grande Capitale della Cultura. Aggirarsi per i vicoli è un’incredibile avventura: le chiese rupestri del Monte Caveoso, la Cattedrale, i sassi o la cripta del peccato originale. 11-8Tutti luoghi per amanti dell’arte nascosta. Sostare a Matera e immergersi nella sua atmosfera è un toccasana per l’anima, ammirare il centro storico che inizia a illuminarsi come un presepe sul far della sera, è un quadro che lascia un segno indelebile. Altro luogo nascosto, che è valso alla città il titolo di Patrimonio Mondiale dell’Umanità, è dato dal “Palombaro lungo” un’immensa cisterna d’acqua, paragonabile a quella di Istanbul. Da visitare assolutamente. Ma siccome noi siamo anche tipi da avventura, veniamo a conoscenza che poco distante da Matera c’è il ponte tibetano. Quale migliore occasione, siamo qui oramai, per non lasciarsela sfuggire. 11-9Pensate, è stato inaugurato pochi mesi fa, e congiunge due quartieri della città e garantisce uno spettacolo sul torrente gravina, che ha scavato il profondo canyon materano. Percorriamo i 35 metri del ponte sospeso, godendo del panorama, sul fiume e osservando la città dal basso.

Uscendo dal capoluogo ci dirigiamo verso Grassano, una delle capitali del brigantaggio post-unitario. Il paesaggio diventa aspro e brullo, siamo a ridosso delle murge i colori autunnali sono ormai quelli ricorrenti in questa stagione. 11-10Giungiamo quindi a Castelmezzano e ne approfittiamo per fare una passeggiata alla scoperta delle dolomiti lucane. E’ un gruppo di rocce che raggiungono un’altezza di 1100 metri morfologicamente simili alle Dolomiti alpine. Castelmezzano rappresenta una bella terrazza naturale per la scoperta di queste montagne vecchie più di 15 milioni di anni. Il clima è quasi di montagna, un bel fresco ci accoglie al nostro arrivo. 11-11Castelmezzano è anche famosa per il “Volo dell’Angelo”, con cui possiamo raggiungere “comodamente” e velocemente Pietrapertosa, senza toccare mai la terra, anzi in volo. L’esperienza è sicuramente adrenalinica, l’imbracatura, il casco, gli occhi aperti e ti agganci alla teleferica che in pochi secondi ti fa volare sulla vallata, attraverso un percorso di 1400 metri e alla velocità di 110 km/h da togliere il fiato. Un’esperienza unica che, una volta conclusa, vorresti subito rifare. Meravigliosa. E’ stata una passeggiata all’insegna dell’arte, della cultura ma anche del movimento e dello sport e a me questo volo ha fatto venire una fame, Mauro cosa hai preparato di buono per i nostri amici?

Allora Francesco, anche a me è venuta fame. Come tutti sanno, questa zona del sud Italia è nota anche per un prodotto D.O.P. che abbraccia ben cinque regioni (Calabria, Campania, Molise, Puglia, Basilicata). Sto parlando del caciocavallo Silano. caciocavallo-silano-dopUn formaggio davvero buonissimo, fatto di solo latte vaccino, dal gradevole sapore aromatico. Lo si può trovare di giovane maturazione, dolce al palato, oppure di maturazione più avanzata dal sapore piccante. Dunque, per questo percorso ho pensato a un piatto leggero ma gustoso, che unisse diversi sapori. Ho pensato di utilizzare la zucca e i fichi e di dare sapidità al piatto con un ottimo caciocavallo silano leggermente piccante. Un piatto all’apparenza povero, facilissimo da realizzare ma sorprendente. Unica pentola da utilizzare una piastra. Si, una piastra in ghisa, perché tutti gli ingredienti li piastreremo per ottenere una torretta di zucca, fichi e caciocavallo. Allora? Che ne pensate? Vi ho incuriosito? Bene, prendete un grembiule e seguitemi in cucina.

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Ingredienti per 2 persone:

  • 12 fette di zucca
  • 5 fette di caciocavallo silano semipiccante
  • 4 fichi freschi
  • menta q.b.
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.

img_9185Procedimento:

Pulite la zucca, privatela di semi e buccia. Tagliatela a fette di mezzo centimetro nel verso lungo della stessa. Lavate i fichi freschi, privateli di testa e coda e tagliateli a fettine. Prendete un pezzo di caciocavallo semi piccante e fatene delle fette di mezzo centimetro. Riscaldate una griglia in ghisa, arrostite le fette di zucca da ambo le parti. Conditele con olio, un pizzico di sale e menta fresca. Piastrate le fette di fichi. Un minuto per lato. Il fico deve leggermente caramellarsi. In ultimo, piastrate per pochi secondi il caciocavallo in modo che si fonda leggermente, ma che resti ancora compatto. Siamo pronti per assemblare la nostra torretta. Prendete due fette di zucca, ponetele su un piatto e adagiatevi sopra delle foglie di menta, due fette di fichi e una di caciocavallo. Ripetete l’operazione altre due volte. Infine decorate con una fogliolina di menta. Il nostro piatto è pronto per essere gustato. Francesco, andiamo a tavola? Buon appetito.

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Insalata di orzo e verdure

Estate: cibi freschi, golosi e leggeri. L’estate si preferisce restare leggeri, sia per le alte temperature sia per la linea. Ma dobbiamo pur mangiare. E chi ha detto che non possiamo farlo con gusto, stando attenti alla linea? Che ne pensate di una insalata di orzo, fresca e invitante? Un’ottima alternativa alla classica insalata di riso. La rendiamo golosa con l’aggiunta delle zucchine grigliate, delle carote e della mentuccia. Ma la vera chicca è l’aggiunta di tocchetti di anguria. Che ne dite? Le vostre papille gustative si sono attivate? La volete realizzare con me? Forza, rimbocchiamoci le maniche e iniziamo.

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Ingredienti per 2 persone:

  • 120gr di orzo perlato
  • 2 zucchine medie
  • 2 carote
  • anguria q.b.
  • menta q.b.
  • olio EVO q.b.
  • aceto di vino q.b.
  • sale q.b.

insalata di orzoProcedimento:

Lavate le zucchine e tagliatele a rondelle. Prendete una griglia in ghisa e arrostite le rondelle di zucchine da ambo le parti. Nel frattempo lessiamo l’orzo perlato. Lavate l’orzo più volte sotto acqua corrente, mettetelo in pentola con acqua fredda, e portate a bollore. Cuocete per il tempo riportato sulla confezione, mediamente dai 20 ai 30 minuti. Salate a piacere. Scolate l’orzo, ponetelo in una coppa, unite un paio di cucchiai di olio, mescolate e tenetelo da parte. Pelate e lavate le carote e tagliatele a rondelle. Ponetele in una coppa e unite le zucchine grigliate. Condite con sale, olio e aceto di vino bianco (in alternativa potete usare anche il limone). Unite qualche foglia di menta per dare quel tocco di estate. Tagliate una fetta o due di anguria, privatela dei semi e tagliatela a tocchetti. Unite l’orzo alle verdure e mescolate. In ultimo aggiungete l’anguria a tocchetti e amalgamate. Siamo pronti per servire la nostra insalata di orzo. Se avete una cena con amici e volete servire questa insalata non nei soliti piatti, prendete dei barattoli di vetro e usate quelli. Mettete l’insalata di orzo nei barattoli e decorate con qualche foglia di menta. Buon appetito.

insalata di orzo