Ciao ragazzi, eccomi di nuovo qui in veste di tester e non di cuoco. Visto il successo della prima edizione e il rapporto di collaborazione instauratosi tra me e la compagine di Eataly Bari, sono qui per presentarvi il loro nuovo menù. Per chi non ci avesse seguito lo scorso luglio, io e Michele Montemurro, Store Manager di Eataly Bari ci siamo trovati per caso e sono stato invitato, come foodblogger, a testare il loro menù estivo. Il pranzo è stato un successo non solo per la qualità e bontà dei piatti gustati ma, soprattutto per il rapporto instauratosi tra me e Michele in primis, e con il resto dello staff. Io e Michele ci siamo trovati in sintonia e abbiamo scoperto che quello che ci rende simili è la passione che mettiamo nel realizzare le cose. Soprattutto se si tratta di food. In questi mesi abbiamo condiviso un po’ d’idee, ci siamo confrontati e il nostro rapporto di collaborazione, e non solo, si è consolidato.

 

Per questo motivo sono qui oggi a parlarvi del nuovo eccezionale menù che l’executive chef di Eataly Bari, Lucio  Giacomo Matteo Vergine propone in questo periodo. Questa volta ad accompagnarci in sala non è stato Francesco Fraddosio, Restaurant Manager, come la scorsa volta ma Michele Riserbato, Sommelier, simpatico e professionale che ha allietato il nostro pranzo e ci ha professionalmente presentato i piatti degustati. Io e Michele ci siamo accomodati al tavolo ma non eravamo soli. A farci compagnia Anita Catanzaro, Responsabile Risorse Umane, simpatica e carismatica e con il sorriso sempre sulle labbra. Il menù di degustazione è stato un pranzo di matrimonio, ma per rendere l’idea vi elenco e commento le portate.

 

Come entrée abbiamo “Canapè”, sgagliozze ai funghi con cremoso e polvere di porcini. Per chi non lo sapesse, io amo i funghi, quindi questo antipasto mi ha fatto sorridere le papille gustative. Ottima consistenza e fragranza della sgagliozza, perfetto equilibrio di sapori, con il fungo che la fa da padrone. A seguire “Uovo e Tartufo”, uovo poche’ cotto a bassa temperatura, servito su crema di patate, crostoni fritti di pane rustico e Tartufo nero d’Alba. Non sono un amante del tartufo ma in questo piatto ci stava più che bene. L’uovo era perfettamente in equilibrio con la crema di patate e il tartufo. Il tocco croccante del pane fritto era una chicca. Siamo ancora alla proposta di antipasti e per finirli ne mancano tre. Immaginate la mia pancia. Come se non bastasse, Michele Riserbato ci ha fatto gustare una selezione di vini abbinandoli con quello che abbiamo mangiato.

 

Il terzo antipasto è quello che mi ha colpito di più: Il “pomod’ORO”, burratina fresca glassata con salsa di pomodorino datterino giallo profumata al basilico su bruschetta di pane di grano duro, salsa al datterino rosso e salsa al basilico. Voi direte: ma questo piatto non è proprio autunnale. Io vi dico che è un perfetto piatto 4 stagioni. Un sapore unico, fresco, profumato. La burrata, perfettamente in equilibrio con le tre salse, la mia preferita quella di datterino giallo. Credetemi una perfetta rivisitazione di una caprese in chiave moderna. Durante la degustazione non sono mancati momenti d’ilarità con Michele Montemurro e Anita Catanzaro. La loro compagnia è sempre piacevole “oltre ogni aspettativa”. Ecco perché amo pranzare da Eataly con loro.

 

Tra chiacchiere e risate è arrivato un altro antipasto: “La cruda, porcini e nocciole”, cuore di primo taglio di Fassona piemontese battuta al coltello, chips di pane e Grana Padano, cremoso e carpaccio di funghi porcini, battuta di nocciole e nocciole caramellate. Ecco qui mi sono proprio innamorato. Quelli che mi conoscono e mi seguono sul blog sanno che non sono un amante della carne. Le tartare però sono tutta un’altra storia, e in questo piatto Lucio si è davvero superato. La Fassona dolce e delicata, era perfetta e a suo agio con il carpaccio di funghi porcini e le nocciole caramellate. Provare a descrivere cosa hanno provato le mie papille gustative è difficile, ci sto provando ma una volta letto l’articolo dovrete fiondarvi da Eataly Bari e provare i piatti che vi sto descrivendo.

 

Per terminare gli antipasti abbiamo mangiato un piatto perfetto per quelli che magari non sono amanti della carne e del pesce: “Il piatto dell orto”, melanzana cotta al fornello e farcita con una classica caponata di verdure, su salse e creme dell’orto, con chips di patata viola, chips di topinambur, e chips di cavolo. Ragazzi, che ve lo dico a fare? Un mix di sapori dall’orto davvero unico, delicatamente leggero, ma riccamente gustoso. Un piatto che merita di essere gustato a prima fame per assaporarne le piccole sfumature di tutti gli ingredienti. Finiti gli antipasti, abbiamo sorseggiato vino e chiacchierato con Michele e Anita in attesa dei primi. Io ero già estasiato, piacevolmente sazio e brillo, ma la degustazione doveva andare avanti e mi sono sacrificato.

 

Il giovane e aitante executive chef Lucio, con i suoi 3 nomi in coda, ha osato rivisitare un primo piatto della tradizione pugliese: le orecchiette con le cime di rape. Ma sua proposta la seguente: “Orecchiette alle cime di rapa e gambero rosso di Sicilia”, orecchiette fresche integrali con cime di rape stufate, mantecate con crema di rape, formaggio dei poveri, colatura di alici e gambero rosso di Sicilia marinato al limone. Ora il piatto sembra più complesso di quello che è, voi mi direte che ci sono troppi ingredienti ma io vi dico che ci stanno tutti. La sapidità della colatura di alici, il dolce-amaro delle rape, la delicatezza del gambero marinato, la tenuta delle orecchiette integrali. Il mix era davvero ottimo, un po’ lontano dal sapore che siamo abituati a immaginare se pensiamo alle orecchiette con le cime di rape, ma se si tratta di un piatto rivisitato, così deve essere. Bravo il nostro chef.

 

Nel mentre della nostra degustazione Michele Montemurro, la cui attività produttiva non si ferma mai, nemmeno mentre dorme la notte, quando dorme, ci ha raccontato di progetti, possibilità e miglioramenti, di iniziative interessanti e di opportunità di crescita. Se la metà della gente avesse la creatività e la voglia di fare di Michele, il mondo sarebbe un posto migliore, la Puglia in primis.

 

EatalySenza nemmeno accorgercene ci è arrivato il secondo primo: “Lumaconi alla sorrentina”, lumaconi “Marella”, gratinati e ripieni di bufala, basilico e datterino fresco, su salsa di datterino, latte di bufala e croccante di pomodoro secco. Non vi posso spiegare questo piatto, lo dovete assaporare con gli occhi e guardare con il palato. Nella sua semplicità di ingredienti questo piatto ha una esplosione di gusto che non potete capire. Fresco, goloso, si lascia mangiare anche dopo aver mangiato l’impossibile.

Durante la degustazione del piatto, io e Anita siamo scoppiati a ridere per una chicca di Michele che non riporterò per professionalità ma che ha reso il pranzo ancora più divertente. Vi basti sapere che lui ha un suo strano modo di chiamare i lumaconi o conchiglioni. Se vi dovesse capitare di incontrarlo tra i locali di Eataly Bari chiedeteglielo, sono certo che ve lo dirà con la stessa naturalezza con la quale ha fatto sorridere noi.

 

Per concludere la degustazione, che più che altro sembrava un pranzo nuziale da 20 portate, abbiamo gustato due secondi di terra e uno di mare: “Tagliata tartufo e cardoncelli”, tagliata di Fassona piemontese, cardoncelli delle murge scottato con salsa soia e cremoso di tartufo nero e “Calamari broccoli e carote”, calamari butterfly marinati allo zenzero, limone e erbe aromatiche su purea di broccoli e carote e broccoli e carote croccanti. Entrambi eseguiti alla perfezione e con un’accortezza nel lasciare ben separati i sapori degli ingredienti senza che nessuno prevalga sull’altro. Una qualità apprezzabile nel nostro giovane chef. Satollo e moderatamente brillo, non ho comunque resistito ad affondare il cucchiaino nella “passionata”, una cassata di troja, un dessert davvero goloso.

 

Terminato il pranzo, preso il caffè e fatti i saluti di rito, ci siamo congedati. Le mie considerazioni in auto mentre tornavo a casa. La prima: Lucio Giacomo Matteo Vergine, è davvero uno chef di talento, bravo, consapevole ma umile, con certezza dico che farà tanta strada. La seconda: Michele Montemurro è una delle persone più creative, operative e positive che io abbia mai incontrato, collaborare con lui, ma soprattutto essere suo amico, è un valore aggiunto della mia vita. La terza: Eataly Bari non è solo un posto dove mangiare bene, non è solo un posto dove fare la spesa di qualità, Eataly Bari è accoglienza, professionalità, cordialità, sorrisi, allegria e cortesia, amicizia. Eataly Bari è un posto del cuore, perché le persone che ci lavorano ogni giorno ci mettono il cuore in quello che fanno.

 

Quindi il mio grazie va a tutti i dipendenti che ho conosciuto personalmente e a quelli che conoscerò, ma soprattutto il mio grazie va a Francesco, Lucio, Michele, Anita, Agata, e in modo particolare a Michele Montemurro. Non cambiate mai ragazzi. E voi cosa aspettate? Andate da Eataly Bari, non potrete che uscirne arricchiti di gustosi sapori e di sensazioni positive. Approfittatene anche in queste festività natalizie, potrete trovare tante ottime idee regalo di grande qualità. Passo e chiudo e alla prossima.

Eataly

 

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