Tartufini con ricotta, cacao e cocco

Oggi voglio proporvi un dessert davvero interessante, semplice da realizzare, ma golossissimo da mangiare. Il mese scorso è stato il mio compleanno. Non avevo voglia di preparare nulla, non amo mai preparare per festeggiare me, mi piace farlo per le persone a cui voglio bene. In più non amo molto i miei compleanni ultimamente.  Rientrando a casa per pranzo ho trovato una squisita e deliziosa sorpresa. Le mie principesse mi avevano preparato dei tartufini con ricotta, cacao e cocco. Una vera golosa sorpresa. Credetemi se vi dico che sono uno tira l’altro. Mi sono fermato solo dopo il quarto. Allora che ne dite? Vi va di provare a realizzare questi deliziosi tartufini con me? Indossiamo il grembiule e iniziamo.

tartufini 

Ingredienti:

 

Procedimento:

Pesate la ricotta e lavoratela fino a ottenere una crema setosa. Unite lo zucchero e mescolate. Aggiungete il liquore (io ho usato il marsala) e il cacao amaro. Unite solo 80 gr di farina di cocco, la restante ponetela da parte. Amalgamate il tutto fino a ottenere un composto omogeneo. Riponete l’impasto in frigo per circa 1h. Trascorso il tempo prendete il composto e fatene, con le mani, delle palline grandi come polpette. Una volta terminato tutto l’impasto e ottenute le palline, passatele nella restante farina di cocco, fino a ricoprirne tutta la superficie. Riponete i tartufini in frigo fino a quando non dovete servirli.

Prima di mangiarli, lasciarli a temperatura ambiante per 5-10min. Se decidete di prepararli per una serata tra amici non pensate di farne una dose sola, sono troppo buoni e non ne resteranno e i vostri amici ve ne chiederenno ancora. Tranquilli sono facili e veloci, e da una dose ne vengono fuori circa 20. Buon divertimento.

Vellutata di piselli con ricotta e frutta secca

Primi freddi e subito nasce la voglia di vellutata. Un piatto semplice da realizzare, gustoso e anche salutare. Oggi vado a proporvi una vellutata un po’ insolita per me. Chi mi conosce sa che amo tutti i legumi tranne i piselli, li mangio ma se dovessi scegliere non li cucinerei mai. Però ogni tanto vanno mangiati e quindi oggi ve li propongo insieme alle carote in questa delicata e deliziosa vellutata.

A rendere più goloso e invitante il piatto ho aggiunto un mix di frutta secca e tocchetti di ricotta fresca del caseificio Montrone. Il caseificio Montrone, vanta una qualità di prodotti caseari freschi e stagionati sapientemente prodotti. Il caseificio nasce ad Andria negli anni ’50 e pone molta l’attenzione nella scelta delle materie prime di altissima qualità. Se siete in Puglia, vi consiglio di cercare i loro prodotti, non ve ne pentirete. Che ne dite? Volete provare questa vellutata con me? Forza, iniziamo a prepararla, è veloce e il risultato vi avvolgerà.

vellutata

 

Ingredienti per 4 persone:

  • 700gr di piselli surgelati
  • 300gr di carote
  • ¼ di cipolla bianca
  • ricotta fresca q.b.
  • nocciole e noci q.b.
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.

 

Procedimento:

Lavate e pulite le carote, privandole della buccia. Tagliatele a rondelle. Rosolate la cipolla, unite le carote e lasciate andare per 5 min. Aggiungete i piselli direttamente congelati e soffriggete a fuoco vivo. Cuocete per 10 min. Regolate con un pizzico di sale e aggiungete acqua calda fino a coprire la superficie delle verdure. Chiudete la pentola a pressione e dopo il fischio lasciate andare a fuoco basso per 15 min. Al termine della cottura, con l’aiuto di un minipimer a immersione, frullate fino a ottenere una crema setosa. Considerando che avete i piselli e che sono dotati di una piccola buccia, la vellutata potrebbe restare un po’ grossolana, poco male, sarà buona lo stesso.

Tritate al coltello, o con un mix, un po’ di nocciole e noci. Siamo pronti per servire la nostra vellutata. Ponete un paio di mestoli della vellutata in un piatto. Unite dei tocchetti di ricotta vaccina fresca. Aggiungete una manciata di frutta secca tritata e a gusto un po’ di pepe nero macinato di fresco. La nostra vellutata è pronta per essere mangiata. Buon appetito.

vellutata

Farfalle con crema di peperoni, mandorle e uvetta

Oggi voglia di peperoni. Io li amo anche se molto spesso, sono difficili da digerire. Sono un ottimo ortaggio che se oramai si possono trovare in ogni periodo dell’anno. Io li adoro in tutte le salse: come base per un primo, come contorno o ripieni come piatto unico. Oggi voglio proporvi una ricetta semplice e veloce che vede i peperoni come sughetto per condire la pasta. Facciamo una crema di peperoni particolare e condiamo delle ottime farfalle di grano duro (meglio se quelle di Gragnano, trafilate al bronzo).

La particolarità di questa crema sta nell’aggiunta ai peperoni di una manciata di mandorle e uvetta. Perchè, vi chiederete? Le mandorle rendono questa crema più simile ad un pesto, mentre l’uvetta, con la sua dolcezza, smorza il gusto forte del peperone e rende il tutto più digeribile. Allora? Ho attivato le vostre papille gustative? Prepariamo insieme questo buon primo? Indossiamo i grembiuli e partiamo.

 

 

Ingredienti per 4 persone:

  • 2 peperoni (uno rosso,  uno giallo)
  • 400gr di farfalle trafilate al bronzo
  • 150gr di ricotta (vaccina, di pecora o di bufala)
  • 1 spicchio di aglio
  • 50 gr di uva passa
  • 50 gr di mandorle sgusciate
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

 

Procedimento:

Lavate i peperoni. Divideteli in due, eliminate i semi e la parte bianca poco digeribile. Tagliateli a listarelle e poi ancora a pezzetti. In una padella, tipo wok, rosolare uno spicchio di aglio in olio, e aggiungete i peperoni. Cuocete a fuoco medio. Quando i peperoni si sono ridotti di volume e hanno perso parte della loro acqua, aggiungete l’uvetta e le mandorle (l’uvetta non serve ammollarla, si reidrata durante la cottura). Regolate con sale e pepe e continuate a cuocere a fuoco medio fino a fine cottura. Una volta che i peperoni si sono cotti, versate il tutto in un boccale e usate un minipimer a immersione per ottenere una crema densa.

Se la quantità di crema ottenuta vi sembra troppa, trasferitene una parte in un vasetto di vetro e conservatela in frigo o congelatela. Per rendere più delicato e goloso il  nostro primo, aggiungete la ricotta e minipimerizzate ancora. Lessate le farfalle in abbondante acqua salata, scolatele e saltatele in padella con crema di peperoni e ricotta. Buon appetito.

Farfalle

 

SaporItalia: le Gravine e il capocollo

Oggi SaporItalia arriva in Puglia, la nostra amata terra. Da Taranto, città dei due mari, con il suo bel golfo e la sua storia secolare, ci muoveremo verso Massafra e il parco delle Gravine. Percorrendo sentieri della campagna pugliese concluderemo questo viaggio nella barocca Martina Franca. Qui troveremo un simbolo culinario della città: il capocollo.

4.1«Quando vedrai piovere dal ciel sereno, conquisterai territorio e città.»

Oracolo delfico dedicato a Falanto, eroe tarantino

E’ bello arrivare a Taranto dal mare, magari a dorso di un delfino, com’è rappresentato sul mitologico stemma della città. Oggi i delfini sono davvero tornati in questo mare, è possibile osservare le loro colonie a bordo delle numerose escursioni marine organizzate in barca. Questi sono soprattutto la speranza di un cambiamento ambientale, valido per tutta la città. La tradizione vuole che nel 706 a.C. un gruppo di spartani colonizzò, per fini commerciali, questa parte di territorio. Veniva fondata, così, Taras l’unica colonia spartana fuori dal territorio ellenico.

4.2Taranto è una città che ha tenuto da sempre testa alle invasioni esterne, e che oggi deve confrontarsi con una grande sfida strategica di riqualificazione urbana. Come altre città dell’Italia meridionale, quale strumento migliore se non la cultura? Passeggiare per Taranto significa leggere un bimillenario libro di storia e si può iniziare proprio dal famoso Museo Archeologico Nazionale (M.AR.TA). Non possiamo restare indifferenti di fronte ai famosissimi “Ori di Taranto”, gioielli di incredibile fattura.

MME_3680La città vecchia riserva altre sorprese e autentici capolavori architettonici come il tempio dorico, il complesso di San Domenico maggiore e la cattedrale di San Cataldo. Sembra che la cattedrale sia stata costruita proprio da Cataldo, Santo irlandese qui sepolto, nel X secolo. Ci sono anche ipogei misteriosi a incuriosirci in questo centro storico, come il De Beaumont, in cui si racconta tutta la storia della città, grazie a ricostruzioni e interessanti reperti.

10644993_340581132781214_2010930172305218560_nA nostro avviso il monumento più interessante è rappresentato dal Castello Aragonese, da poco restituito alla città dopo un attento lavoro di restauro. Questo complesso militare era stato già costruito in epoca bizantina e alla fine del XV secolo fu ampliato dall’architetto militare Di Giorgio Martini. Accanto al castello è stato costruito un altro simbolo della città: il ponte girevole di San Francesco da Paola. 10703789_336227866549874_1028256878723805209_nEsso separa il canale di comunicazione tra i due mari, il Mar Piccolo e il Mar Grande, ed è di fatto, divenuto un’attrazione della città. Realizzato alla fine del XIX secolo è lungo 90 m e si apre grazie ad un articolato sistema a perno-cremagliera. Sapevate che questo ponte è stato citato anche dal vate, Gabriele d’Annunzio, in un suo poema?

Ma la vera forza della città e la speranza di una rivalorizzazione, sono anche i ragazzi che in lei credono e che a Taranto vivono o sono ritornati nonostante abbiamo studiato fuori, come i ragazzi di Se Dico Taranto, e tutti quelli che li seguono. Ragazzi legati da un profondo amore per questa splendida città che cercano, con tutte le loro forze e la loro passione, di renderla una città migliore.

Uscendo dal capoluogo e dirigendoci a nord ovest dopo 20 km giungiamo a Massafra, dove ad accoglierci all’orizzonte ci appare un poderoso castello. 4.5Fu edificato nel X secolo, in seguito rimaneggiato, oggi è il simbolo della città. Passeggiare nel centro storico è un grande piacere, perdersi nei suoi vicoli bianchi, ma si può anche intraprendere un cammino che ci porta alla scoperta degli insediamenti rupestri. Massafra come il resto del territorio circostante è ricchissimo di grotte, chiese, cappelle ed eremi scavati nella roccia.

Ma la spettacolarità di Massafra sono le gravine, grandi e profondi canyon che solcano il terreno carsico, sprofondando per decine di metri. 4.6Famose sono le gravine di San Marco, le Velo, e Santa Caterina. Questi profondi solchi sono alvei fluviali scavati ed erosi in milioni di anni da fiumi, divenuti ormai secchi o sotterranei. Le gravine offrivano anche una difesa naturale agli insediamenti preistorici o altomedievali ai monaci eremiti. Qui tutto diventa un paesaggio irreale. Lasciando la città giungiamo al Parco Regionale delle Gravine, istituito nel 2005, custodisce e preserva il territorio naturale di questa parte della Puglia. Luogo di straordinario fascino dove si possono intraprendere numerosi percorsi naturalistici alla scoperta delle specie autoctone come rapaci, volpi, cinghiali e persino lupi.

Da qui, lungo una strada tutta costeggiata da gravine, giungiamo a Martina Franca, la città barocca. IMG_7102Un vero balcone naturale sulla Valle d’Itria. Martina è famosa per il suo barocco, lo storico festival internazionale, e le chiese del suo centro storico, queste ultime davvero superbe. Come la basilica di San Martino, con la raffinata facciata rococò, dove si rappresenta il Santo francese a cavallo che regala il suo mantello ad un povero. Pare che un miracolo effettuato da Martino salvò Martina da una invasione di bruchi. Grazie anche a questo evento prodigioso il Santo fu elevato a patrono della città.

L’interno della basilica è un tripudio di marmi colorati e forme mirabolanti che decorano la navata e il transetto negli altari laterali. La città è così devota a Martino che lo stemma civico è un cavallo bianco lasciato a briglie sciolte, ma sarà per caso il cavallo del Santo patrono? A tal proposito altre fonti parlano, invece, degli antichi allevamenti di cavalli che venivamo condotti sin dal neolitico in questa area.

IMG_7084Altrettanto elegante è la facciata barocca, quasi borrominiana, della chiesa del Carmine. La seicentesca chiesa fu progettata da Mauro Manieri, architetto leccese, proprio su influenza di Borromini. Infatti sul timpano è presente il gioco mistilineo del concavo e convesso. IMG_7086All’interno possiamo osservare una curiosità: l’illusione ottica provocata dagli affreschi interni della cupola la rendono simile ad una gemma preziosa.

Passeggiare nel centro storico è come percorre quinte scenografiche. Si alternano eleganti palazzotti aristocratici come Palazzo Martucci a case semplici e umili dotate di cisterne scavate nel banco calcareo del sottosuolo. IMG_7100Ma è in piazza Roma che si vive l’esperienza barocca del raffinato Palazzo Ducale. Realizzato nel XVII secolo, è punto di sintesi architettonica tra il barocco leccese e l’arte espressiva martinese. La pavimentazione dei vicoli del centro storico, sono ancora con un andamento a schiena d’asino. Sapevate che le strade principali che conducono alle porte urbiche erano lastricate di nera pietra lavica, mentre tutti gli altri di pietra calcarea bianca? Forse per prevenire l’usura dovuta alle ruote dei carri.

Percorrendo le strade di Martina si sente un profumo di arrosto delizioso. Sono le celebri “bombette di Martina”, vere antesignane del contemporaneo “street food”. 4.7La vera gloria culinaria di questa città è però il capocollo. Questo è divenuto un vero presidio “slow food”, dal profumo e sapore inconfondibile. Impossibile resistere davanti al capocollo appena affettato. E questi profumi mi han fatto venire una fame, Mauro, qui è la tua casa, cosa hai pensato di prepararci di buono, nella tua Martina?

Eccomi Francesco, sono pronto per una ricetta tutta nostrana. Come vi ha accennato Francesco, Martina Franca è la mia città di origine. Sono nato a Taranto, città da cui siamo partiti per questo splendido tour, ma a Martina Franca sono cresciuto e vissuto finché non mi sono trasferito a Bari per l’Università. Un pezzo del mio cuore sarà sempre legato a questa splendida città barocca arroccata sulla collina. Ma torniamo al capocollo, prodotto di eccellenza di questa città. Ho pensato a una ricetta veloce ma ricca di gusto e che si leghi interamente al territorio. Un antipasto a base di involtini di capocollo ripieni di ricotta vaccina aromatizzata al pepe e basilico e serviti su una crema di fave fresche. Allora? Che ne pensate? Vi assicuro che la ricetta, pur nella sua semplicità, è davvero gustosa e permette di esaltare gli ingredienti utilizzati. La realizzate con me? Rimboccatevi le maniche allora e iniziamo.

capocollo

Ingredienti per 4 persone:

  • 8 fette di capocollo di Martina Franca
  • 600 gr di fave fresche da sgusciare
  • 200 gr di ricotta vaccina
  • basilico fresco q.b.
  • pepe nero macinato fresco q.b.
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.

image3(1)Procedimento:

Iniziamo dalla crema di fave fresche. Sgusciate le fave, una volta pulite lavatele e lessatele in abbondante acqua calda salata. Cuocete per circa 15-20 min. La fava deve essere cotta ma ancora intatta e non deva aver perso il suo bel colore verde. Scolate le fave e immergetele immediatamente in una coppa contenente acqua e ghiaccio. Questo permetterà di bloccare la cottura e di mantenere il colore vivo. Lasciatele in ammollo per 5 min quindi inseritele in un boccale. Unite un filo di olio e se necessario un po’ di acqua fredda. Con l’aiuto di un minipimer, create una crema densa. Se necessario aggiungete del sale. La nostra crema è pronta. Passiamo al ripieno dei nostri involtini. Prendete la ricotta vaccina, ponetela in una terrina, unite delle foglie di basilico fresco tagliate finemente e del pepe nero macinato al momento. Amalgamate fino a ottenere un impasto omogeneo e setoso. Siamo pronti per preparare gli involtini. Prendete le fette di capocollo di Martina (fatevele tagliare non troppo sottili, devono avere consistenza), stendetele su un tagliere e mettete su ogni fetta un cucchiaio di crema di ricotta. Arrotolate su se stesse le fette di capocollo e i vostri involtini sono pronti. Prepariamoci per servire il nostro antipasto. Prendete dei piatti a cappello o delle piccole terrine. Ponete la crema di fave sul fondo e adagiate su di essa due involtini. Decorate con il basilico e delle fave lesse lasciate intere. Francesco io sono pronto per servire il nostro antipasto, Mariella e Luigi ci aspettano a tavola, andiamo dai. Buon appetito.

capocollo

 

Torta di ricotta, cioccolato e pistacchi

Pastafrolla, così adorabile, così versatile, così buona. Tutti quelli che mi conoscono sanno che è la mia passione. Oggi ve la propongo in versione integrale. Non avevo mai usato la farina integrale per la ricetta della pastafrolla della mia nonnina. Il risultato come sempre non delude. A rendere invitante questa torta di frolla, il ripieno. Un cuore di ricotta aromatizzato con scorza di agrumi, cannella, cioccolato e pistacchi. Allora, vi è venuta voglia di provarla? Mettetevi il grembiule e rimbocchiamoci le maniche.

ricotta

Ingredienti:

  • 150gr di farina integrale
  • 150gr di farina 00
  • 110gr di zucchero
  • 130gr di burro
  • 3 tuorli d’uovo
  • 1 bustina di lievito
  • 1 bustina di vanillina
  • sale q.b.
  • zucchero a velo q.b.

per il ripieno:

  • 250gr di ricotta fresca
  • 50gr di zucchero
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 80gr di cioccolato fondente
  • 80gr di pistacchi
  • la buccia di un limone
  • la buccia di un’arancia

 

image2(1)Procedimento:

In una coppa, pesate la farina e lo zucchero, aggiungete il lievito, la vanillina, un pizzico di sale, i tuorli d’uovo. Unite il burro, tagliato a tocchetti. Impastate con le mani fino a ottenere un impasto compatto. Se necessario aiutatevi aggiungendo un po’ di latte. Lasciate riposare la pasta in frigo per 30min. Nell’attesa prepariamo il ripieno. In una terrina, mescolate la ricotta, lo zucchero, la cannella. Tritate il cioccolato e i pistacchi e uniteli alla ricotta. Lavate e asciugate un’arancia e un limone non trattati. Pelateli evitando di portarvi dietro la parte bianca della buccia che è amara. Tagliate le scorze a listarelle e poi a pezzetti piccoli. Aggiungete al resto del ripieno e amalgamate. Prendete un po’ più della metà dell’impasto e fate la base della torta e usate la restante parte per il coperchio. Stendete direttamente la pasta in una teglia (18-20 cm il diametro per questa dose) unta con del burro creando un bordo di almeno 2-3 cm sulle pareti della teglia. Sistemate il ripieno su tutta la superficie della pasta. Fate il coperchio della torta su carta da forno aiutandovi con un mattarello. Coprite il tutto con il coperchio di pasta frolla. Cuocere a 180°C in forno ventilato per 30-40min o fino a doratura desiderata. Lasciate che la torta si raffreddi, quindi cospargete con lo zucchero a velo. Buon divertimento.

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Cheesecake alle ciliege

Questo è il periodo di un frutto eccezionale, le ciliegie, io le adoro. Un mio caro amico ha molti ettari di alberi di ciliegie, e come ogni anno andiamo da lui per raccoglierle e per mangiarle direttamente da sotto l’albero. Il sapore di una ciliegia raccolta e mangiata la momento, non ha paragoni. Con queste belle ciliegie, ho pensato di realizzare un dolce fresco e gustoso: una cheesecake. La versione che vi propongo è quella che non va cotta, è veloce e deliziosa. Che ne dite? La facciamo insieme?

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Ingredienti:

  • 350gr di Oro Saiwa ai cereali
  • 150gr di burro fuso
  • 250gr di ricotta
  • 350gr di philadelphia
  • 100gr di ciliegie denocciolate
  • 150gr di zucchero semolato
  • 1 bustina di vanillina
  • 12gr di gelatina in foglio (o colla di pesce)
  • 20-25 ciliegie per decorare

imageProcedimento:

In una coppa, sbriciolate i biscotti secchi con le mani, oppure se non avete pazienza, tritateli in un mix da cucina. Io di solito uso i Digestive, ma facendo la spesa, mi avevano incuriosito i nuovi Oro Saiwa ai cereali e ho deciso di provarli. Aggiungete il burro fuso e mescolate fino a ottenere un impasto omogeneo. Questa è la base della vostra cheeesecake. Prendere una teglia del diametro di 24-26cm a stampo apribile, rivestirla di carta da forno, versare l’impasto, e sistemarlo con le mani fino a ottenere una base compatta della torta. Io per questa versione ho usato uno stampo a forma di cuore. Porre lo stampo in frigo per un’oretta (il burro deve solidificare e compattare la vostra base) oppure se avete fretta 20-30min in freezer. Nell’attesa prepariamo il composto cremoso della torta. Ammollare in acqua fredda i fogli di gelatina per circa 10min. Una volta ammorbidita, strizzate la gelatina, ponetela in un pentolino e lasciatela sciogliere leggermente a fuoco basso. Lavate le ciliegie e privatele del nocciolo. Tritatele in un mix da cucina. In una coppa, mescolate lo zucchero, la vanillina, i formaggi (ricotta e philadelphia) con l’aiuto di un frustino a mano o elettrico, fino a ottenere un impasto omogeneo. Unite le ciliegie e aggiungete la gelatina liquida all’impasto e continuare a mescolare. Versate l’impasto sulla base di biscotti, sistematelo in maniera omogenea, copritelo con una pellicola trasparente e ponetelo in frigo per almeno 2-3ore. A questo punto siamo pronti per guarnire la nostra cheesecake. Lavare le ciliegie, tagliatele a metà e provatele del nocciolo. Sistemate le metà ciliegie sulla torta come più vi piace. La nostra cheesecake è pronta per essere mangiata. Buon divertimento.

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Pastiera pazzerella

Oggi voglio proporvi una rivisitazione della classica pastiera. Premessa, io adoro la pastiera napoletana, ma c’è a chi non piacciono i canditi e il profumo dei fiori d’arancio. Allora ho pensato di personalizzarla e di renderla più golosa aggiungendo al grano e alla ricotta, il cioccolato e le mandorle. Ho preso la mia ricetta della pasta frolla modificandola per darle un tocco sfizioso. Ho usato la farina di farro e come aroma la cannella. Allora, volete realizzarla con me? Mettetevi il grembiule e diamoci da fare.

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Ingredienti:

per la pasta:

  • 250gr di farina di farro
  • 80gr di zucchero
  • 2 tuorli d’uovo
  • 90gr di burro
  • ½ bustina di lievito
  • 10gr di cannella
  • sale q.b.
  • zucchero a velo q.b.
  • cacao amaro q.b.

per il ripieno:

  • 200gr di grano cotto
  • 200gr di ricotta fresca
  • 100mL di latte
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 50gr di zucchero
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 50gr di cioccolato fondente
  • 50gr di mandorle pelate

imageProcedimento:

In una coppa, pesate la farina e lo zucchero, aggiungete il lievito, la cannella, il pizzico di sale, i tuorli d’uovo. Unire il burro, tagliato a tocchetti. Impastate con le mani fino a ottenere un impasto compatto. Se necessario aiutatevi aggiungendo un po’ di latte. Lasciate riposare la pasta in frigo per 30min. Nell’attesa prepariamo il ripieno. In un pentolino mettete il grano con il latte e portate a bollore per circa 10min. Lasciate raffreddare a temperatura ambiente. In una terrina, mescolate la ricotta, lo zucchero, la cannella e il tuorlo d’uovo. Tritate le mandorle e il cioccolato e uniteli alla ricotta. Mescolate e aggiungete il grano tiepido. Il ripieno della nostra strana pastiera è pronto. Prendete un po’ più della metà dell’impasto e fate la base della torta e usate la restante parte per il coperchio. Stendete direttamente la pasta in una teglia (18 cm il diametro per questa dose) unta con del burro creando un bordo di almeno 2 cm sulle pareti della teglia. Sistemate il ripieno su tutta la superficie della pasta. Coprite il tutto con il coperchio di pasta frolla. Cuocere la pastiera a 180°C in forno ventilato per 30-40min o fino a doratura desiderata. Lasciate che la torta si raffreddi, quindi cospargete con lo zucchero a velo e cacao amaro. Buon divertimento.

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Cannelloni profumati alla Mariella

Oggi avevamo voglia di un primo diverso e allora ci siamo cimentati con questa ricetta. L’idea è stata della mia dolce mogliettina, io l’ho realizzata. Lei è una donna speciale, almeno lo è per me, forte e fragile allo stesso tempo, la famiglia per lei viene al primo posto, sempre. Si divide tra un lavoro full-time e la gestione della casa, curandosi di me e di nostra figlia Gaia in maniera eccellete. Non si ferma mai, anche se dovrebbe, non si prende mai del tempo per se, anche se dovrebbe. Per questo le dedico questa ricetta, e la ringrazio per quello che è, perchè come questi cannelloni, lei è dolce e delicata, ma anche aspra e pungente come il limone. Tornando alla ricetta, se volete un primo profumato, ricco di gusto, fuori dai soliti schemi, questo fa per voi. Allora, pronti per questi cannelloni speciali?

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Ingredienti:

  • 10 sfoglie sottili di lasagna fresca
  • 400gr di ricotta vaccina
  • 100gr crescenza
  • 60gr formaggio grattugiato a scelta
  • 1 limone non trattato
  • 600-700mL di besciamella (più liquida)
  • 500gr di cavolo verde

Procedimento:

Pulire e lavare il cavolo, lessarlo in abbondante acqua salata (io ho usato il cavolo verde, lo trovo più gustoso). Scolarlo ancora tenuto. Preparare la besciamella. Una volta pronta, mixare la besciamella con i cavoli fino a ottenere una crema densa e profumata. Preparare il ripieno dei cannelloni. Miscelare la ricotta, la crescenza, il formaggio grattugiato e la scorza grattugiata di un limone. Prendere le sfoglie di lasagna e dividerla in due (io ho usato la sfogliavelo di Giovanni Rana, in alternativa potreste usare la sfoglia di pastificio). Disporre un cucchiaio di ripieno sulla sfoglia e arrotolarla su se stessa fino a ottenere un cannellone. Ripetere l’operazione con tutte le sfoglie. Prendere una pirofila, mettere sul fondo metà della crema di besciamella e cavoli, sistemare i cannelloni, ricoprirli con la restante crema e cospargerli con il formaggio grattugiato. Cuocere a 200°C in forno ventilato per 15-20min. Lasciare riposare i cannelloni per 15min prima di servirli. Buon appetito.

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