Cubetti di salmone con ananas, pistacchi e sesamo

“Tartare, tartare, perché sei tu la mia passione? Mi piaci così tanto che senza di te non riesco a stare, e i miei sensi fai inebriare.” Scusate se ho esordito con un verso sciocco inventato al momento, ma la verità è che adoro le tartare. Chi mi segue lo sa bene, ogni tanto ne propongo una. Sono facili da preparare, golose da gustare e possono essere utilizzate benissimo come antipasto, come secondo o come finger food per un aperitivo. Oggi è la volta di una tartare di salmone. Ma come renderla interessante? Io ci ho provato aggiungendo l’ananas, una bella manciata di pistacchi e di sesamo bianco. Il risultato davvero interessante. Allora? Che ne dite? La prepariamo insieme?

salmone

Ingredienti 2 persone:

  • 150gr di sashimi di salmone
  • 2 fette di ananas maturo
  • 30gr di pistacchi salati
  • sesamo bianco q.b.
  • olio EVO q.b.

 

Procedimento:

Prendete il sashimi di salmone e tagliatelo a fettine e poi a tocchetti piccoli. Pulite un ananas, tagliatelo a fette. Private le fette del torsolo centrale e tagliatele a cubetti. Mettete i cubetti di salmone e di ananas in una terrina. Prendete i pistacchi salati, privateli del guscio. Con un coltello e usando un tagliere, tritateli grossolanamente. Unite anche i pistacchi al resto nella terrina. Aggiungete una manciata di sesamo bianco, un filo di olio EVO e mescolate il tutto. La nostra tartare è pronta per essere servita. Per presentarla aiutatevi con un coppapasta (io questa volta, ne ho usato uno quadrato, su un piatto tondo per creare un contrasto geometrico).

Prendete il piatto nel quale volete servirla, ponete il coppapasta al centro. Riempite il coppapasta con la tartare, compattatela. Eliminate il coppapasta e servite. Simpatico sarebbe che la mangiaste con le bacchette, renderebbe il tutto più orientale. Se poi pensate di usare questa tartare come finger food allora sarebbe simpatico presentarla in piccoli barattoli di vetro monoporzione. Buon divertimento.

Cookies ai pistacchi salati e cioccolato

Pomeriggio casalingo, fuori fa tanto freddo, ma proprio tanto e voglia di uscire zero. Mentre bevevo un tea arancia e cannella, mi è venuta voglia di cookies. Io li adoro. Semplici da fare, deliziosi da mangiare. Mentre prendo l’occorrente per la classica ricetta, mi accorgo di non avere le nocciole e nemmeno le gocce di cioccolato. Pensate che mi sia arreso? Ovviamente no e ho realizzato questa variante davvero buona, con tanti deliziosi pistacchi al posto delle nocciole e tanto cioccolato fondente. Una golosa alternativa ai classici cookies. Che ve ne pare? Vi andrebbe di realizzarli con me? Forza, coinvolgete i vostri piccoli e lasciatevi aiutare, loro si divertiranno. Io avevo la mia piccola aiutante Gaia al mio fianco. Indossiamo tutti i grembiuli e iniziamo.

Ingredienti:

  • 300gr di farina di farro
  • 75gr di zucchero
  • 75gr di zucchero di canna
  • 2 uova
  • 140gr di burro
  • ½ bustina di lievito
  • 180gr di pistacchi salati
  • 180gr di cioccolato fondente

 

Procedimento:

Portate il burro a temperatura ambiente. Sgusciate i pistacchi salati e tritateli. Prendete il cioccolato fondente e con un coltello, tritatelo grossolanamente. Pesate la farina, io ho usato quella di farro che adoro, lo zucchero semolato e lo zucchero di canna. Aggiungete le uova, i pistacchi tritati, il lievito e il burro tagliato a dadini. Impastate con le mani fino a ottenere un impasto compatto. Aggiungete il cioccolato tritato. Mescolate per amalgamare il cioccolato al resto del composto. Prendete una teglia, foderatela con carta da forno, e disponete su di essa delle piccole palline fatte con l’impasto (circa 16-18). Schiacciate leggermente l’impasto fino a ottenere dei dischi. Cuocere in forno ventilato a 180°C per circa 15-20 min. Sfornate i cookies e lasciate raffreddare. Sono ottimi per colazione, per accompagnare un tea, per una merendina, insomma ottimi in ogni momento dell giornata. Buon divertimento.

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Torta al cioccolato, pistacchi e frutti rossi

Sono giorni che ho voglia di un dolce al cioccolato. Alla fine mi sono deciso a realizzarlo. Avevo voglia di una torta, non di una ciambella. La volevo al cioccolato ma che avesse quel “non so ché” che la rendesse sfiziosa. Che fosse dolce ma con un retrogusto interessante. Allora ho deciso di realizzare questa torta al cioccolato con mirtilli, lamponi e pistacchi con un tocco di interessante: un cucchiaino di pepe nero. Che ve ne pare? Le vostre papille gustative sono state attivate? Allora realizzatela con me. Non è difficile, basta preparare tutto e poi partire. Io ho avuto un grande aiuto con i pistacchi, la mia assistente Gaia li ha sgusciati per me. Indossiamo i grembiuli e iniziamo.

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Ingredienti:

150gr di cioccolato fondente
100gr di burro
100gr di farina bianca
100gr di farina di farro
150gr di zucchero
150mL di latte
½ bustina di lievito
3 uova
125gr di lamponi
125gr di mirtilli
100gr di pistacchi salati
1 cucchiaino di pepe nero
1 pizzico sale

per la ganache:

200gr di cioccolato fondente
150mL di panna fresca

 

cioccolatoProcedimento:

Tagliate il cioccolato fondente a scaglie e scioglietelo con il burro. Potete scioglierlo a bagnomaria o a fuoco lento in un tegamino di acciaio. Lavate i mirtilli e i lamponi, tenetene da parte una decina di entrambi, ci serviranno per la decorazione. Sgusciate i pistacchi, 100gr devono essere puliti. Tenetene da parte una manciata per la decorazione. Separate i tuorli dagli albumi. I tuorli, con lo zucchero, il latte, e il pepe, amalgamateli con un frustino elettrico. Unite il cioccolato e il burro, fusi. Continuate a mescolare. Aggiungete le farine, setacciate e il lievito. Amalgamate fino a ottenere un composto setoso. Gli albumi, montateli a neve con un pizzico di sale. Unite gli albumi al resto del composto mescolando delicatamente con un cucchiaio. Incorporate i mirtilli, i lamponi e i pistacchi interi. Mescolate.

Prendete uno stampo da 24cm, imburratelo e infarinatelo. Versate il composto e sistemate sulla superfice i pistacchi tenuti da parte. Cuocere in forno statico a 175°C per 25-30 min. Sfornate e lasciate raffreddare. Durante la cottura prepariamo la ganache al cioccolato. Tritate il cioccolato fondente. Riscaldate la panna fresca senza portarla a bollore. Unite il cioccolato e amalgamate con un frustino elettrico fino a ottenere la ganache liscia e omogenea. Lasciate raffreddare per almeno 12h (meglio se la ganache la preparate la sera prima). Una volta fredda decorate la torta con i mirtilli e i lamponi. Ponete la ganache in una saccapoche e decorate la superfice della torta come più vi piace. Buon divertimento.

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SaporItalia: i pistacchi all’ombra del vulcano

5.1Terra al centro del mediterraneo, da sempre crocevia di numerosi popoli e culture, questa è la Sicilia. L’isola, la più grande del Mediterraneo e la più estesa regione italiana, ha la forma di triangolo, chiamata appunto Trinacria, e viene citata, pensate, anche nell’Odissea di Omero. La mitologia qui è di casa e rappresenta l’identità culturale di questa splendida isola, generata da un grande padre: il vulcano Etna. Inizieremo il nostro viaggio da Catania, la città che rinasce sempre più bella dalle sue ceneri. Costeggiando il mar Ionio arriveremo ad Aci Castello, Acireale e infine a Taormina. Qui sarà possibile ammirare uno dei panorami più belli: la cima dell’Etna innevata. Da Taormina ci muoveremo verso l’interno per salire sul monte. La discesa sarà poi addolcita a Bronte da un prodotto tipico conosciuto in tutto il mondo: i pistacchi.

«Bon tempu e malu tempu, nun dura tuttu tempu.»

(il buon tempo e il cattivo tempo non durano per sempre – proverbio catanese)

5.2Un sole acceso e caldo in piazza del Duomo a Catania ci riscalda, mentre viviamo quest’atmosfera nel modo più catanese possibile: seduti a un tavolino di un “chiosco” gustando una brioche con granita di mandorle5.3E’ il modo migliore per essere accolti in questa splendida città del sud. Se si potesse fare un veloce riassunto di Catania sarebbe proprio così: attraente come una dolce mandorla. Una città spesso rinata dalle sue ceneri dopo devastanti terremoti, come quello del 1693, dovuti all’irruenza de “la Muntagna” che la sovrasta: l’Etna. Quest’operosità di ricostruire e di guardare avanti, le è valsa anche l’appellativo di “la Milano del sud”. Il Duomo, dalla facciata soave e barocca, svetta nell’omonima piazza e racchiude architetture e forme normanne. Qui si celebra il culto della martire e vergine Agata, sontuosa è “A Cammaredda” che custodisce le sue reliquie. La giovane tredicenne fu martirizzata nel III secolo e pensate che la festa a lei dedicata, nel mese di febbraio, è la seconda festa religiosa popolare in Europa, per numero di devoti partecipanti. 5.4Ma il simbolo della città è rappresentato da “U Liotru”, ovvero la Fontana dell’Elefante. Un Elefante in pietra lavica che sorregge un obelisco egiziano. Questo monumento simboleggia l’identità più intima della città, un chiaro riferimento al suo vulcano. Proprio alle spalle del Duomo, andiamo ad ammirare palazzo Biscari con il suo fantasmagorico salone delle feste, da non perdere. Catania ha dato i natali a un interprete del melodramma italiano: Vincenzo Bellini. Andiamo a visitare il teatro a lui dedicato, con la facciata che riprende l’architettura sansoviniana della biblioteca di Venezia. 5.6Qui negli anni ’50 si esibiva spesso la divina Maria Callas con uno dei suoi ruoli più fulgidi: la Norma. Una curiosità! Indovinate da dove trae origine il nome della pasta tipica di Catania con le melanzane e ricotta, detta appunto Pasta alla Norma? La città di Catania è stata anche araba e nella toponomastica è facile ritrovare nomi derivanti da tale dominazione. Successivamente, si sono susseguiti sovrani cristiani come i Normanni, gli Svevi, gli Angioini e poi Carlo V. Ognuno di questi ha lasciato un segno in questa città come i romani con il teatro, che sorgeva sui resti di quello greco più antico, e Federico II di Svevia con il castello “Ursino”.

5.7

Ritornando nella piazza del Duomo possiamo percorrere la via Etnea, bellissima, incorniciata tra facciate di sontuosi e mirabili palazzi barocchi. Mauro, ecco perché il centro di Catania è diventato sito UNESCO. La via Etnea ci conduce verso il vulcano e ci porta fuori da questa città bella ed elegante. Ci dirigiamo verso la costa e in particolare ad Aci Castello, teatro del romanzo di Verga i Malavoglia. Qui troviamo uno scenario marino davvero particolare: le isole dei Ciclopi. 5.8Ebbene questi faraglioni furono lanciati da Polifemo infuriato contro Ulisse e i suoi uomini, qui la mitologia scorre sotto i nostri occhi, e qui Luchino Visconti aveva ambiento il suo capolavoro “La terra trema”. La strada che percorriamo è davvero paesaggisticamente bella: mare, montagna, mitologia e tanta letteratura. Acireale ci sorprende, si percepisce che la storia è passata da questi luoghi. Già il nome di questa città è leggenda, nasce dal rapporto d’amore tra Aci e Galatea. 5.9Nel centro storico svetta la cattedrale, di impianto quattrocentesco, ed è un susseguirsi di palazzi barocchi e piazzette caratteristiche. Una particolare attrazione è rappresentata dal Museo dell’Opera dei Pupi, mantenendo viva la tradizione tutta siciliana dei pupari. Continuiamo il nostro viaggio sul litorale tra Catania e Messina, e dopo aver superato Giardini Naxos, giungiamo in una località che nel mondo non ha alcun bisogno di presentazioni: Taormina. Il modo migliore per iniziare la visita della città è dall’alto delle gradinate dell’antico teatro. 5.10Da qui la vista è mozzafiato in un colpo d’occhio si ammirano l’Etna e il mar Ionio. Questo panorama all’epoca del Grand Tour, sul finire del XVIII secolo, riscuoteva un grande successo per il connubio romantico tra rovine archeologiche e paesaggio. Taormina ha ospitato tantissime celebrità mondiali, come Einstein, Freud, Liz Taylor e tanti altri. Il punto d’incontro era il celebre caffè Mocambo, e vale la pena passare da questo storico caffè anche solo per scattare una foto con il celebre murales. Ovviamente il centro di Taormina è sfacciatamente glamour, da visitare sono certamente il Duomo e il palazzo Duchi di Santo Stefano ma soprattutto le splendide spiagge di fronte Isola Bella. Poco distante ci lasciamo tentare dalla visita alle Gole dell’Alcantara. gole_alcantara_02Queste sono delle gole naturali profonde anche 25 metri dove scorre il fiume Alcantara tra rocce di pietra lavica, questo fiume può essere percorso a piedi, ma sappiate che immergerete i piedi in acqua freddissima, ma molto “rinvigorente”. La nostra prossima meta? Niente d’impegnativo, si fa per dire: l’Etna. Affrontiamo la salita verso questo gigante europeo. 5.12Con i suoi 3300 m è il vulcano attivo più alto d’Europa, e la sua sommità è spesso coperta di nevi perenni. Dal 2013 è diventato sito UNESCO, patrimonio dell’Umanità. I percorsi possibili sono tanti e si può decidere quello più adatto rivolgendosi all’Ente Parco dell’Etna. Scendiamo dalla montagna e notiamo subito una natura rigogliosa e lussureggiante infatti, il terreno fertile è dato proprio dal deposito di tutti gli elementi preziosi sedimentati dopo le eruzioni. Giungiamo a Bronte. Curiosamente, si associa a questa città il nome di Horatio Nelson. L’illustre ammiraglio inglese fu insignito del titolo di Duca di Bronte, e gli fu donata anche l’Abbazia di Santa Maria di Maniace. Questo evento suscitò molto interesse in Gran Bretagna, tanto che un pastore protestante cambio il proprio cognome da Brunty in Brontë. Avete capito chi era, vero? Il padre delle celebri scrittrici inglesi Charlotte, Emily e Anne. Oggi il complesso, noto come il Castello di Nelson, molto suggestivo, a mio avviso, merita una visita, anche se è destinato, oggi, a centro conferenze. 5.14Mauro e siamo giunti a Bronte, patria di un piccolo e gustoso frutto secco, il pistacchio, anche noto come oro verde, ma dove crescono i pistacchi? Beh, semplice sugli alberi! Mi sa che stai preparando qualcosa di goloso, vero? E allora alla faccia della dieta cosa ci proponi?

Allora Francesco, con i pistacchi si può fare di tutto, sono così buoni che si prestano a ogni preparazione, dolce o salata. Divini nei piatti salati sono eccellenti nelle preparazioni di dolci, come la splendida Sicilia ci insegna. Proprio un dolce è quello che andiamo a realizzare. Dopo tante ricette salate per SaporItalia un dolce ci sta bene, e quale migliore ingrediente dei pistacchi di Bronte? Per la ricetta ho pensato a un dolce semplice: i muffin. Li facciamo al cacao, con un aroma di menta e con tanti pistacchi. Allora vi ho convinti? Vogliamo provarli insieme? Indossiamo il grembiule e realizziamoli. Non ci metteremo molto e il risultato vi sorprenderà.

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Ingredienti:

  • 400gr di farina di farro
  • 200gr di zucchero
  • 150gr di pistacchi
  • 3-4 cucchiai di cacao amaro
  • 10 gr di menta fresca
  • 3 uova
  • 100mL di latte di soia
  • 200ml di acqua
  • 150mL di olio di semi di mais
  • 1 bustina di lievito

IMG_7651Procedimento:

Sgusciate i pistacchi e tritateli con l’aiuto di un grande coltello. In questo modo saranno più grossolani e non uniformi. Pesate lo zucchero e la menta, poneteli in un boccale di un robot da cucina e frullateli insieme. Pesate la farina e unite il cacao e il lievito. Mescolate il tutto. Ponete le uova, il latte di soia, l’acqua e l’olio di mais nel boccale di un robot da cucina insieme allo zucchero e alla menta. Mescolate a velocità media. Aggiungete gli ingredienti secchi. Amalgamate a velocità media fino a ottenere un impasto setoso. Unite i pistacchi tagliati grossolanamente, lasciandone una manciata per decorare i muffin. Se non avete un robot, miscelate gli ingredienti umidi con uno sbattitore elettrico o a mano. Incorporate poi gli ingredienti secchi poco per volta fino a ottenere un impasto denso e setoso. Sempre alla fine, unite i pistacchi. Prendete una teglia per cupcakes, io ne ho due da 12 posizioni, metteteci dentro i pirottini in carta. Riempite i pirottini per non più di 2/3 del loro volume. Cospargete, sulla superfice, un po’ di granella di pistacchi. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 20min. Controllate che siano cotti inserendo uno stuzzicadenti al loro interno, se ne esce asciutto potete sfornarli. Lasciateli per 5min nella teglia, poi toglieteli e poneteli su una gratella. Mangiateli tiepidi o a temperatura ambiente. Francesco, io sono pronto, ci facciamo un tea? I dolcetti li abbiamo.

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Mattonella di cioccolato, pistacchi e nocciole

E se rivisitassimo il buon vecchio salame di cioccolato? Quello che tutti abbiamo mangiato da bambini? Quel dolce rapido e veloce che non impegnava molto le nostre mamme, ma ci faceva felici? Questo dolcetto ha un limite, va conservato in frigo e consumato abbastanza in fretta per la presenza, nella ricetta classica, di un paio di uova crude. Allora mi sono detto perché non fare una rivisitazione senza uova, senza latte, senza burro e grassi, ottima anche per chi ha intolleranze ai derivati del latte? Non solo, un dolcetto così non va conservato in frigo ma a temperatura ambiente perché non ha nulla che può andare a male. E se al cioccolato fondente aggiungiamo nocciole e pistacchi interi e insieme ai biscotti sbricioliamo anche degli amaretti? Allora? Che vogliamo fare? Vogliamo realizzare questa mattonella di cioccolato ricca e golosa? Io vi dico che non ve ne pentirete, non si può resistere a questa delizia. Indossate i grembiuli e iniziamo.

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Ingredienti:

  • 500gr di cioccolato fondente
  • 200gr di biscotti secchi
  • 70gr di pistacchi interi
  • 70gr di nocciole intere
  • 100gr di amaretti
  • 100gr di zucchero
  • 3 cucchiai di moscato di Trani
  • 100mL di latte di soia
  • cacao in polvere q.b.

Procedimento:

image2(1)Sciogliete il cioccolato a fuoco lento. Lasciate raffreddare. Sbriciolate i biscotti secchi e gli amaretti con le mani in modo da avere dei pezzi irregolari. Mescolate lo zucchero con il latte di soia e il moscato di Trani. Aggiungete il cioccolato fuso e mescolate. Unite i biscotti secchi e gli amaretti, le nocciole e i pistacchi. Mescolate fino a ottenere un composto compatto e ben amalgamato. Per dare al nostro dolce un aspetto più interessante lo sistemiamo in uno stampo a cassetta. Prendete lo stampo e rivestitelo con la pellicola o con la carta da forno (questo ci permetterà di allontanare la nostra mattonella più facilmente). Sistemate il composto nello stampo avendo cura di compattarlo per bene. Copritelo e ponetelo in frigo per un’oretta. Se non avete fretta, potete anche lasciarlo a temperatura ambiente e aspettare che il cioccolato si solidifichi. Una volta pronto, togliete la mattonella dallo stampo, cospargetelo con il cacao amaro e tagliatelo a fette prima di servirlo. Buon divertimento. Vi assicuro che non ne rimarrà nemmeno un pezzetto.

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Torta di ricotta, cioccolato e pistacchi

Pastafrolla, così adorabile, così versatile, così buona. Tutti quelli che mi conoscono sanno che è la mia passione. Oggi ve la propongo in versione integrale. Non avevo mai usato la farina integrale per la ricetta della pastafrolla della mia nonnina. Il risultato come sempre non delude. A rendere invitante questa torta di frolla, il ripieno. Un cuore di ricotta aromatizzato con scorza di agrumi, cannella, cioccolato e pistacchi. Allora, vi è venuta voglia di provarla? Mettetevi il grembiule e rimbocchiamoci le maniche.

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Ingredienti:

  • 150gr di farina integrale
  • 150gr di farina 00
  • 110gr di zucchero
  • 130gr di burro
  • 3 tuorli d’uovo
  • 1 bustina di lievito
  • 1 bustina di vanillina
  • sale q.b.
  • zucchero a velo q.b.

per il ripieno:

  • 250gr di ricotta fresca
  • 50gr di zucchero
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 80gr di cioccolato fondente
  • 80gr di pistacchi
  • la buccia di un limone
  • la buccia di un’arancia

 

image2(1)Procedimento:

In una coppa, pesate la farina e lo zucchero, aggiungete il lievito, la vanillina, un pizzico di sale, i tuorli d’uovo. Unite il burro, tagliato a tocchetti. Impastate con le mani fino a ottenere un impasto compatto. Se necessario aiutatevi aggiungendo un po’ di latte. Lasciate riposare la pasta in frigo per 30min. Nell’attesa prepariamo il ripieno. In una terrina, mescolate la ricotta, lo zucchero, la cannella. Tritate il cioccolato e i pistacchi e uniteli alla ricotta. Lavate e asciugate un’arancia e un limone non trattati. Pelateli evitando di portarvi dietro la parte bianca della buccia che è amara. Tagliate le scorze a listarelle e poi a pezzetti piccoli. Aggiungete al resto del ripieno e amalgamate. Prendete un po’ più della metà dell’impasto e fate la base della torta e usate la restante parte per il coperchio. Stendete direttamente la pasta in una teglia (18-20 cm il diametro per questa dose) unta con del burro creando un bordo di almeno 2-3 cm sulle pareti della teglia. Sistemate il ripieno su tutta la superficie della pasta. Fate il coperchio della torta su carta da forno aiutandovi con un mattarello. Coprite il tutto con il coperchio di pasta frolla. Cuocere a 180°C in forno ventilato per 30-40min o fino a doratura desiderata. Lasciate che la torta si raffreddi, quindi cospargete con lo zucchero a velo. Buon divertimento.

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Spaghetti integrali con fiori di zucca e granella di pistacchio

Estate, oramai è alle porte. La terra offre molto in questo periodo, tra le tante cose, offre un fiore che è uno dei più buoni da mangiare: i fiori di zucca. Io li adoro, fritti soprattutto, ma oggi ve li propongo in un primo veloce, fresco e gustoso. Facciamo gli spaghetti integrali con i fiori di zucca, aromatizziamo con della mentuccia e diamo un tocco croccante con la granella di pistacchi. Che ne dite? Volete provarli con me? Mettetevi il grembiule e iniziamo.

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Ingredienti per 2 persone:

  • 200gr di spaghetti integrali
  • 20 fiori di zucchina freschi
  • 1 zucchina bianca di stagione
  • ¼ di cipolla bianca
  • 8 pomodorini
  • granella di pistacchi q.b.
  • menta fresca q.b.
  • olio EVO q.b.

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Procedimento:

Lavate una zucchina di stagione, una bella zucchina bianca. Tagliatela a listarelle sottili, per facilitarne la cottura. Pulite i fiori di zucca, privateli del gambo e tagliateli a metà nel senso della lunghezza. Lavate 8 pomodorini e lascateli interi. In una padella rosolate la cipolla in olio EVO. Unite la zucchina e i pomodorini interi. Cuocete per 5min a fuoco vivo. Aggiungete i fiori di zucca. Regolate con sale e terminate la cottura a fuoco medio per 10 min. A fine cottura aggiungete qualche foglia di mentuccia fresca e la granella di pistacchi. Lessate gli spaghetti integrali in abbondante acqua salata. Scolateli e saltateli in padella con i fiori di zucca. Servite il piatto caldo. Se vi piace, aggiungete spolverata di granella di pistacchio e della menta fresca a crudo. Buon appetito.

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Insalata mista con pomodori secchi e pistacchi

Oggi vi preparo un’insalata diversa, semplice ma gustosa. Non ho mai veramente voglia d’insalata, ma quando accade, deve essere ricca e sfiziosa. Così, mi sono detto, perché non usiamo i pistacchi e i pomodori secchi? Eccola qui, tutta per voi, semplice e deliziosa. Che ne dite? Volete provarla con me?

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Ingredienti per 2 persone:

  • insalata a scelta (croccante, lattuga)
  • 2 carote grandi
  • 1-2 finocchi
  • 8 carciofini sott’olio
  • 6 pomodori secchi
  • 20gr di pistacchi sgusciati

per condire:

  • 2 cucchiai olio extravergine di oliva
  • glassa di aceto balsamico q.b.
  • sale q.b.

 

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Lavate e tagliate le foglie d’insalata, scegliete la varietà che più vi piace. Pelate le carote e tagliarle alla julienne. Lavate, pulite i finocchi e tagliarli a listarelle. Mettete tutti gli ingredienti in una coppa di vetro. Condite con olio e sale e amalgamate. Prendete i pomodori secchi e tagliateli a metà. Sgusciate i pistacchi e tritateli con le mani. Aggiungete all’insalata i pomodori secchi, la granella di pistacchi e i carciofi sott’olio. Mettete l’insalata in un piatto a coppetta e decorate con la grassa di aceto balsamico. Il gioco è fatto, abbiamo la nostra insalata mista, ricca e saporita. Buon Appetito.

 

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