Ciambellone con cioccolato e frutta secca

Oggi avevo voglia di un ciambellone al cioccolato, ottimo per la prima colazione, per la merenda, per un dopo pranzo, o un dopo cena. Insomma ottimo sempre. Immaginate la gioia di grandi e bambini di fronte ad un dolce al cioccolato. Mentre stavo per realizzare il ciambellone, mi chiama il mio amico Christian, che ormai è un habitué di questo blog. Durante la chiacchierata, mi tira fuori un consiglio, che non sapevo, su come rendere al meglio il cioccolato nella ciambella. Consiglio che troverete di seguito e del quale non posso che ringraziarlo. Inutile dire che non si finisce mai di imparare, e che il confronto è sempre una cosa positiva, in ogni campo. Che ne dite? Vi va di provare a realizzare il ciambellone con me? Indossiamo i grembiuli e mettiamoci all’opera.

ciambellone

Ingredienti:

  • 450gr di farina di farro
  • 230gr di zucchero
  • 150gr di cioccolato fondente
  • 50gr di cacao amaro
  • 100gr di mandorle
  • 80 gr di nocciole
  • 3 uova
  • 160mL di olio di semi di mais
  • 250mL di latte
  • 150gr di yogurt bianco
  • 1 bustina di lievito
  • 1 bustina di vanillina

 

Procedimento:

Iniziamo con il tritare il cioccolato fondente. Io preferisco farlo con un coltello a mano perché così i pezzi sono disomogenei e nella torta si sentono di più. Una volta tritato, ponete il cioccolato in una coppa e riponetelo in frigo. A breve scoprirete il perché. In una coppa, pesate e setacciate la farina di farro. Pesate lo zucchero, il cacao amaro e unite il lievito. Mescolate il tutto. Tritate le mandorle e le nocciole e unitele al resto. Nel boccale di un robot da cucina, rompete le uova, unite l’olio di mais, il latte e lo yogurt. Amalgamate il tutto. Incorporate gli ingredienti secchi. Mescolate vigorosamente.

Una volta pronto il composto, prendete il cioccolato dal frigorifero, aggiungete due cucchiai di farina e mescolate. State, in questo modo, infarinando il cioccolato. Questa procedura servirà a evitare che il cioccolato, una volta unito al resto e in cottura, vada sul fondo della torta. Prendete uno stampo per ciambella (24cm di diametro) imburratelo e infarinatelo. Versate il composto nello stampo. Cuocere, in forno statico a 180°C, per circa 40-50 min. Lasciate raffreddare e servite a temperatura ambiente. Buon divertimento.

Brownie cioccolato fondente e zucca

Zucca e cioccolato? Ecco la mia idea per il dolce di oggi. Avevo voglia di dolcetto goloso e ho pensato a un brownie. Adoro questo dolce. Però, volevo farne una versione che fosse sfiziosa e che avesse un tocco di autunno. Allora cosa c’è di meglio della zucca come ortaggio autunnale? La zucca poi è così versatile in cucina, ottima sia per preparare piatti salati che dolci. Ecco perché ho pensato di usarla, cruda, nella preparazione del mio brownie. Ho attirato la vostra attenzione? Spero di si, questo dolce è irresistibile, e con un tocco di cannella, il risultato è assicurato. Anche la mia principessa Gaia l’ha apprezzato tanto. Forza prepararlo è davvero semplice e veloce. Iniziamo.

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Ingredienti:

  • 200gr di cioccolato fondente
  • 200gr di zucca pulita
  • 50gr di cacao amaro
  • 150gr di farina
  • 100gr di zucchero
  • 100mL di latte soia
  • 2 uova
  • 100gr di burro
  • cannella q.b.
  • 1 pizzico sale

 

img_9423Procedimento:

Pulite la zucca, privandola di scorza e semi. Tagliatela a tocchetti piuttosto piccoli. Pesate il burro e lo zucchero e lavorate per ottenere una crema. Aggiungete le uova, la cannella, il sale e il latte di soia e mescolare con un cucchiaio o un frustino a mano ottenendo un impasto omogeneo. Pesate la farina e il cacao e mescolate. Incorporate, poco per volta, la farina e il cacao all’impasto precedente. Tritate grossolanamente, con un coltello, il cioccolato fondente e unitelo al composto. In ultimo aggiungete i dadini di zucca. Mescolate per rendere il tutto omogeneo.

Disponete l’impasto in una teglia foderata con carta da forno. Io ho usato una pirofila quadrata. Cuocere in forno ventilato 180°C 25-30 min. Sfornate e lasciate raffreddare. Tagliate a quadratini e servite a temperatura ambiente. Dateli ai vostri piccoli per merenda e vi ringrazieranno con un grosso abbraccio. Io ho ricevuto il mio e ne sono super felice. Buon divertimento.

brownie

Crema di avocado e cacao

L’avocado, il mio frutto esotico preferito. Non possiamo dire sia lo stesso per mia moglie, lei non lo adora particolarmente. Pensate che, mentre sbucciavo l’avocado per preparare questa ricetta mi ha chiesto: ma quando finisce il periodo stagionale dell’avocado? Io le ho risposto: Mariella, non finisce, c’è tutto l’anno. Quante risate ci siamo fatti. Tornando all’avocado, lo adoro per la sua versatilità, per la sua cremosità, perché contiene di grassi buoni. Mi piace mangiarlo con l’insalata di pomodori, o usarlo per creme salate. Era da tempo che volevo usarlo per fare una preparazione dolce. Oggi, sono qui per prepararvi un dessert a base di avocado, cacao e miele. Vi starete chiedendo se non sono impazzito. Credetemi non lo sono e anche mia moglie e mia figlia si sono ricredute e hanno gustato questo delizioso dessert al cucchiaio insieme a me. Allora? Vi va di prepararlo? Ci vorranno pochi minuti e non serve cuocere nulla. Forza iniziamo.

avocado

Ingredienti:

  • 1 avocado maturo
  • 3 cucchiai di cacao amaro
  • 100gr di miele
  • 100gr di latte di soia
  • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
  • 50gr di gocce di cioccolato

 

IMG_8058Procedimento:

Prendete un avocado maturo, sbucciatelo, privatelo del nocciolo e tagliatelo a dadini. Ponetelo in un boccale. Aggiungete tre cucchiai di cacao amaro e un paio di cucchiaini di estratto di vaniglia. Per rendere la crema dolce usiamo il miele. Unite il miele agli altri ingredienti. Aggiungete il latte di soia e, con l’aiuto di un minipimer a immersione, frullate fino a ottenere una crema densa e setosa. Ponete la crema in frigo per un’oretta. Al momento di servirla, ponetela in una coppetta e decorate con le gocce di cioccolato fondente. La crema è divina di mangiare al cucchiaio, anche accompagnata da qualche biscotto secco. La stessa crema però è ottima come farcitura di torte o crostate. Buon divertimento.

avocado

SaporItalia: i pistacchi all’ombra del vulcano

5.1Terra al centro del mediterraneo, da sempre crocevia di numerosi popoli e culture, questa è la Sicilia. L’isola, la più grande del Mediterraneo e la più estesa regione italiana, ha la forma di triangolo, chiamata appunto Trinacria, e viene citata, pensate, anche nell’Odissea di Omero. La mitologia qui è di casa e rappresenta l’identità culturale di questa splendida isola, generata da un grande padre: il vulcano Etna. Inizieremo il nostro viaggio da Catania, la città che rinasce sempre più bella dalle sue ceneri. Costeggiando il mar Ionio arriveremo ad Aci Castello, Acireale e infine a Taormina. Qui sarà possibile ammirare uno dei panorami più belli: la cima dell’Etna innevata. Da Taormina ci muoveremo verso l’interno per salire sul monte. La discesa sarà poi addolcita a Bronte da un prodotto tipico conosciuto in tutto il mondo: i pistacchi.

«Bon tempu e malu tempu, nun dura tuttu tempu.»

(il buon tempo e il cattivo tempo non durano per sempre – proverbio catanese)

5.2Un sole acceso e caldo in piazza del Duomo a Catania ci riscalda, mentre viviamo quest’atmosfera nel modo più catanese possibile: seduti a un tavolino di un “chiosco” gustando una brioche con granita di mandorle5.3E’ il modo migliore per essere accolti in questa splendida città del sud. Se si potesse fare un veloce riassunto di Catania sarebbe proprio così: attraente come una dolce mandorla. Una città spesso rinata dalle sue ceneri dopo devastanti terremoti, come quello del 1693, dovuti all’irruenza de “la Muntagna” che la sovrasta: l’Etna. Quest’operosità di ricostruire e di guardare avanti, le è valsa anche l’appellativo di “la Milano del sud”. Il Duomo, dalla facciata soave e barocca, svetta nell’omonima piazza e racchiude architetture e forme normanne. Qui si celebra il culto della martire e vergine Agata, sontuosa è “A Cammaredda” che custodisce le sue reliquie. La giovane tredicenne fu martirizzata nel III secolo e pensate che la festa a lei dedicata, nel mese di febbraio, è la seconda festa religiosa popolare in Europa, per numero di devoti partecipanti. 5.4Ma il simbolo della città è rappresentato da “U Liotru”, ovvero la Fontana dell’Elefante. Un Elefante in pietra lavica che sorregge un obelisco egiziano. Questo monumento simboleggia l’identità più intima della città, un chiaro riferimento al suo vulcano. Proprio alle spalle del Duomo, andiamo ad ammirare palazzo Biscari con il suo fantasmagorico salone delle feste, da non perdere. Catania ha dato i natali a un interprete del melodramma italiano: Vincenzo Bellini. Andiamo a visitare il teatro a lui dedicato, con la facciata che riprende l’architettura sansoviniana della biblioteca di Venezia. 5.6Qui negli anni ’50 si esibiva spesso la divina Maria Callas con uno dei suoi ruoli più fulgidi: la Norma. Una curiosità! Indovinate da dove trae origine il nome della pasta tipica di Catania con le melanzane e ricotta, detta appunto Pasta alla Norma? La città di Catania è stata anche araba e nella toponomastica è facile ritrovare nomi derivanti da tale dominazione. Successivamente, si sono susseguiti sovrani cristiani come i Normanni, gli Svevi, gli Angioini e poi Carlo V. Ognuno di questi ha lasciato un segno in questa città come i romani con il teatro, che sorgeva sui resti di quello greco più antico, e Federico II di Svevia con il castello “Ursino”.

5.7

Ritornando nella piazza del Duomo possiamo percorrere la via Etnea, bellissima, incorniciata tra facciate di sontuosi e mirabili palazzi barocchi. Mauro, ecco perché il centro di Catania è diventato sito UNESCO. La via Etnea ci conduce verso il vulcano e ci porta fuori da questa città bella ed elegante. Ci dirigiamo verso la costa e in particolare ad Aci Castello, teatro del romanzo di Verga i Malavoglia. Qui troviamo uno scenario marino davvero particolare: le isole dei Ciclopi. 5.8Ebbene questi faraglioni furono lanciati da Polifemo infuriato contro Ulisse e i suoi uomini, qui la mitologia scorre sotto i nostri occhi, e qui Luchino Visconti aveva ambiento il suo capolavoro “La terra trema”. La strada che percorriamo è davvero paesaggisticamente bella: mare, montagna, mitologia e tanta letteratura. Acireale ci sorprende, si percepisce che la storia è passata da questi luoghi. Già il nome di questa città è leggenda, nasce dal rapporto d’amore tra Aci e Galatea. 5.9Nel centro storico svetta la cattedrale, di impianto quattrocentesco, ed è un susseguirsi di palazzi barocchi e piazzette caratteristiche. Una particolare attrazione è rappresentata dal Museo dell’Opera dei Pupi, mantenendo viva la tradizione tutta siciliana dei pupari. Continuiamo il nostro viaggio sul litorale tra Catania e Messina, e dopo aver superato Giardini Naxos, giungiamo in una località che nel mondo non ha alcun bisogno di presentazioni: Taormina. Il modo migliore per iniziare la visita della città è dall’alto delle gradinate dell’antico teatro. 5.10Da qui la vista è mozzafiato in un colpo d’occhio si ammirano l’Etna e il mar Ionio. Questo panorama all’epoca del Grand Tour, sul finire del XVIII secolo, riscuoteva un grande successo per il connubio romantico tra rovine archeologiche e paesaggio. Taormina ha ospitato tantissime celebrità mondiali, come Einstein, Freud, Liz Taylor e tanti altri. Il punto d’incontro era il celebre caffè Mocambo, e vale la pena passare da questo storico caffè anche solo per scattare una foto con il celebre murales. Ovviamente il centro di Taormina è sfacciatamente glamour, da visitare sono certamente il Duomo e il palazzo Duchi di Santo Stefano ma soprattutto le splendide spiagge di fronte Isola Bella. Poco distante ci lasciamo tentare dalla visita alle Gole dell’Alcantara. gole_alcantara_02Queste sono delle gole naturali profonde anche 25 metri dove scorre il fiume Alcantara tra rocce di pietra lavica, questo fiume può essere percorso a piedi, ma sappiate che immergerete i piedi in acqua freddissima, ma molto “rinvigorente”. La nostra prossima meta? Niente d’impegnativo, si fa per dire: l’Etna. Affrontiamo la salita verso questo gigante europeo. 5.12Con i suoi 3300 m è il vulcano attivo più alto d’Europa, e la sua sommità è spesso coperta di nevi perenni. Dal 2013 è diventato sito UNESCO, patrimonio dell’Umanità. I percorsi possibili sono tanti e si può decidere quello più adatto rivolgendosi all’Ente Parco dell’Etna. Scendiamo dalla montagna e notiamo subito una natura rigogliosa e lussureggiante infatti, il terreno fertile è dato proprio dal deposito di tutti gli elementi preziosi sedimentati dopo le eruzioni. Giungiamo a Bronte. Curiosamente, si associa a questa città il nome di Horatio Nelson. L’illustre ammiraglio inglese fu insignito del titolo di Duca di Bronte, e gli fu donata anche l’Abbazia di Santa Maria di Maniace. Questo evento suscitò molto interesse in Gran Bretagna, tanto che un pastore protestante cambio il proprio cognome da Brunty in Brontë. Avete capito chi era, vero? Il padre delle celebri scrittrici inglesi Charlotte, Emily e Anne. Oggi il complesso, noto come il Castello di Nelson, molto suggestivo, a mio avviso, merita una visita, anche se è destinato, oggi, a centro conferenze. 5.14Mauro e siamo giunti a Bronte, patria di un piccolo e gustoso frutto secco, il pistacchio, anche noto come oro verde, ma dove crescono i pistacchi? Beh, semplice sugli alberi! Mi sa che stai preparando qualcosa di goloso, vero? E allora alla faccia della dieta cosa ci proponi?

Allora Francesco, con i pistacchi si può fare di tutto, sono così buoni che si prestano a ogni preparazione, dolce o salata. Divini nei piatti salati sono eccellenti nelle preparazioni di dolci, come la splendida Sicilia ci insegna. Proprio un dolce è quello che andiamo a realizzare. Dopo tante ricette salate per SaporItalia un dolce ci sta bene, e quale migliore ingrediente dei pistacchi di Bronte? Per la ricetta ho pensato a un dolce semplice: i muffin. Li facciamo al cacao, con un aroma di menta e con tanti pistacchi. Allora vi ho convinti? Vogliamo provarli insieme? Indossiamo il grembiule e realizziamoli. Non ci metteremo molto e il risultato vi sorprenderà.

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Ingredienti:

  • 400gr di farina di farro
  • 200gr di zucchero
  • 150gr di pistacchi
  • 3-4 cucchiai di cacao amaro
  • 10 gr di menta fresca
  • 3 uova
  • 100mL di latte di soia
  • 200ml di acqua
  • 150mL di olio di semi di mais
  • 1 bustina di lievito

IMG_7651Procedimento:

Sgusciate i pistacchi e tritateli con l’aiuto di un grande coltello. In questo modo saranno più grossolani e non uniformi. Pesate lo zucchero e la menta, poneteli in un boccale di un robot da cucina e frullateli insieme. Pesate la farina e unite il cacao e il lievito. Mescolate il tutto. Ponete le uova, il latte di soia, l’acqua e l’olio di mais nel boccale di un robot da cucina insieme allo zucchero e alla menta. Mescolate a velocità media. Aggiungete gli ingredienti secchi. Amalgamate a velocità media fino a ottenere un impasto setoso. Unite i pistacchi tagliati grossolanamente, lasciandone una manciata per decorare i muffin. Se non avete un robot, miscelate gli ingredienti umidi con uno sbattitore elettrico o a mano. Incorporate poi gli ingredienti secchi poco per volta fino a ottenere un impasto denso e setoso. Sempre alla fine, unite i pistacchi. Prendete una teglia per cupcakes, io ne ho due da 12 posizioni, metteteci dentro i pirottini in carta. Riempite i pirottini per non più di 2/3 del loro volume. Cospargete, sulla superfice, un po’ di granella di pistacchi. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 20min. Controllate che siano cotti inserendo uno stuzzicadenti al loro interno, se ne esce asciutto potete sfornarli. Lasciateli per 5min nella teglia, poi toglieteli e poneteli su una gratella. Mangiateli tiepidi o a temperatura ambiente. Francesco, io sono pronto, ci facciamo un tea? I dolcetti li abbiamo.

pistacchi

Mattonella di cioccolato, pistacchi e nocciole

E se rivisitassimo il buon vecchio salame di cioccolato? Quello che tutti abbiamo mangiato da bambini? Quel dolce rapido e veloce che non impegnava molto le nostre mamme, ma ci faceva felici? Questo dolcetto ha un limite, va conservato in frigo e consumato abbastanza in fretta per la presenza, nella ricetta classica, di un paio di uova crude. Allora mi sono detto perché non fare una rivisitazione senza uova, senza latte, senza burro e grassi, ottima anche per chi ha intolleranze ai derivati del latte? Non solo, un dolcetto così non va conservato in frigo ma a temperatura ambiente perché non ha nulla che può andare a male. E se al cioccolato fondente aggiungiamo nocciole e pistacchi interi e insieme ai biscotti sbricioliamo anche degli amaretti? Allora? Che vogliamo fare? Vogliamo realizzare questa mattonella di cioccolato ricca e golosa? Io vi dico che non ve ne pentirete, non si può resistere a questa delizia. Indossate i grembiuli e iniziamo.

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Ingredienti:

  • 500gr di cioccolato fondente
  • 200gr di biscotti secchi
  • 70gr di pistacchi interi
  • 70gr di nocciole intere
  • 100gr di amaretti
  • 100gr di zucchero
  • 3 cucchiai di moscato di Trani
  • 100mL di latte di soia
  • cacao in polvere q.b.

Procedimento:

image2(1)Sciogliete il cioccolato a fuoco lento. Lasciate raffreddare. Sbriciolate i biscotti secchi e gli amaretti con le mani in modo da avere dei pezzi irregolari. Mescolate lo zucchero con il latte di soia e il moscato di Trani. Aggiungete il cioccolato fuso e mescolate. Unite i biscotti secchi e gli amaretti, le nocciole e i pistacchi. Mescolate fino a ottenere un composto compatto e ben amalgamato. Per dare al nostro dolce un aspetto più interessante lo sistemiamo in uno stampo a cassetta. Prendete lo stampo e rivestitelo con la pellicola o con la carta da forno (questo ci permetterà di allontanare la nostra mattonella più facilmente). Sistemate il composto nello stampo avendo cura di compattarlo per bene. Copritelo e ponetelo in frigo per un’oretta. Se non avete fretta, potete anche lasciarlo a temperatura ambiente e aspettare che il cioccolato si solidifichi. Una volta pronto, togliete la mattonella dallo stampo, cospargetelo con il cacao amaro e tagliatelo a fette prima di servirlo. Buon divertimento. Vi assicuro che non ne rimarrà nemmeno un pezzetto.

cioccolato

Crumble alle mele e cacao

Dolce? Beh certo un dolce alla settimana esce sempre dalla mia cucina. Perché? Perché è bello farli, perché è buono mangiarli e perché un dolce ti regala un sorriso e ti tira su di morale. Oggi facciamo insieme un dolce diverso dal solito: facciamo un crumble, dolce tipicamente inglese e irlandese. Non avevo mai fatto un crumble, visto il risultato della prima volta, credo lo ripeterò più volte e con differenti varianti. Quella che vi propongo oggi è una variante con le mele e l’uvetta sultanina aromatizzate alla cannella e una sbriciolata di pasta al cacao per coprire. Allora? Ho attirato la vostra attenzione? Iniziamo insieme a preparare questo dolce.

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Ingredienti:

  • 3 mele Golden
  • 50gr di uva sultanina
  • 70gr di zucchero
  • 20gr di burro
  • 1 limone (succo)
  • 1 cucchiaino di cannella

per la pasta:

  • 180gr di farina integrale
  • 120gr di zucchero
  • 120gr di burro
  • 2 cucchiai di cacao amaro in polvere

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Procedimento:

Prendete le mele, sbucciatele, privatele dei torsoli e tagliateli a tocchetti. Mettete le mele in una padella con il burro, lo zucchero (20gr), l’uvetta, la cannella e il succo di limone. Lasciate cuocere per circa 10 min. Prepariamo ora l’impasto per la parte ‘sbriciolosa’. Pesate la farina e lo zucchero. Aggiungete il burro, precedentemente lasciato a temperatura ambiente, tagliato a dadini, e i cacao. Impastate con le mani fino a ottenere un impasto compatto. Prendete una pirofila da forno di circa 24-26cm. Imburratela e sistemate sul fondo le mele. Con le mani sbriciolate la pasta sulla superficie delle mele, fino a ricoprirle tutte. Cuocere in forno statico a 180°C per circa 30-40 min. Sfornate il crumble. Avete due possibilità di servire il crumble. Ben caldo oppure a temperatura ambiente. La scelta è vostra. In entrambi i casi potete accompagnare il crumble con un del gelato alla vaniglia. Buon divertimento.

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Cookies al cioccolato con cuore di Nutella

Domenica di inverno, mia moglie che lavora, io e la piccola Gaia che non sappiamo cosa fare a casa. Non sappiamo cosa fare? Ovviamente non è vero. Avevamo in mente di pasticciare in cucina e cosi è stato. Ci siamo messi entrambi il grembiule e ci siamo dati da fare. Cosa? Beh volevamo i cookies. Ma mentre li realizzavamo abbiamo cambiato un pò la ricetta classica. Perchè non farli aggiungendo un pò di profumatissimo cacao amaro? Perchè non aggiungere un cuore di cremosa Nutella che tanto piace ai bambini? Ecco come sono nati questi cookies. Vi va di provarli con noi? Dai dai facciamoli insieme. Mettete il grembiule e fatevi aiutare dai vostri figli, vi assicuro che si divertiranno.

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Ingredienti:

  • 280gr di farina
  • 70gr di zucchero
  • 70gr di zucchero di canna
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • 2 uova
  • 140gr di burro
  • ½ bustina di lievito
  • 1 bustina di vanillina
  • 120gr di nocciole tritate
  • 140gr di gocce di cioccolato
  • Nutella q.b.

 

image2(1)Procedimento:

Lasciate il burro a temperatura ambiente per 15-20 min. Così sarà più facile lavorarlo insieme agli altri ingredienti. In una coppa, pesate la farina, lo zucchero semolato e lo zucchero di canna. Aggiungete le uova, il cacao, la vanillina, le nocciole tritate, il lievito e il burro tagliato a dadini. Impastare con le mani fino ad ottenere un impasto liscio e compatto. Aggiungete le gocce di cioccolato e continuate a impastare per distribuirle al meglio. Siamo pronti per realizzare i nostri cookies con i cuore tenero di Nutella. Prendete una teglia, foderatela con carta da forno. Fate delle piccole palline con l’impasto (circa 14-16). Prendete le palline, schiacciatele sulle mani a formare un disco. Poneteal centro un cucchiaino di Nutella e richiudete l’impasto su se stesso. Ponete su carta da forno e schiacciate leggermente l’impasto per ottenere dei dischi. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 10-15 min. Buon divertimento.

cookies

Plumcake al cacao e fichi secchi

Cosa c’è di meglio di un dolce fatto in casa? Semplice e goloso per la prima colazione o da condividere con gli amici per un thè pomeridiano? Oggi avevo voglia plumcake, e così mi sono messo in cucina e ne ho fatti due. Cacao, fichi secchi e mandorle, rendono questo plumcake sfiziosissimo. Se a questi ingredienti aggiungete un mix di due farine eccezionali, quali quella ai cereali e quella al farro, allora il successo è garantito. A completare il tutto ci mettiamo le gocce di cioccolato e le bacche di goji. Posso ritenermi soddisfatto. Che ne dite? Vi va di provare a realizzarlo? Indossiamo il grembiule e iniziamo.

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Ingredienti:

  • 200gr di farina di farro
  • 200gr di farina ai cereali
  • 30gr di cacao amaro
  • 6-8 fichi secchi
  • 100gr di mandorle
  • 250gr di zucchero
  • 3 uova
  • 180gr di olio di mais
  • 100mL di latte di soia
  • 125gr di yogurt bianco
  • 1 bustina di lievito
  • 1 bustina di vanillina
  • 30gr di gocce di cioccolato
  • bacche di Goji q.b.

image2(1)Procedimento:

In una coppa, pesate e mescolate le due farine. Pesate lo zucchero, il cacao amaro e unite il lievito e la vanillina. Mescolate il tutto. Tritate le mandorle e unitele al resto. Sminuzzate i fichi secchi e aggiungeteli al resto degli ingredienti. Nel boccale di un robot da cucina, rompete le uova, unite olio di mais, lo yogurt e il latte di soia. Amalgamate il tutto e incorporate gli ingredienti secchi e una generosa manciata di bacche di Goji. Mescolate vigorosamente. Prendete due stampi a cassetta imburrateli e infarinateli. Versate il composto negli stampi. Aggiungere delle fettine di fichi secchi e le goccie di cioccolato sulla superficie del composto. Cuocere in forno statico 180°C per circa 30-40 min. Lasciate raffreddare, aggiungete delle bacche di Goji sulla superficie e servite a temperatura ambiente. Buon divertimento.

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